L’«altra storia» raccontata dalle donne

Presentato il volume nato dalla rivista Terra e Missione: 30 tra suore e laiche, cristiane e appartenenti ad altre religioni, raccontano la “loro” pandemia

Suore, laiche, cristiane e appartenenti ad altre religioni. Sono le 30 protagoniste di “Donne autrici di un’altra storia. Un mosaico di voci per ripensare il presente”, primo progetto editoriale della rivista Terra e Missione edito da Tau editrice, curato da Anna Moccia e Claudia Giampietro. Il volume, presentato ieri, 16 settembre, nella libreria San Paolo Laterano, racchiude 30 storie suddivise in tre aree tematiche: vulnerabilità, connessione e speranza, stati d’animo e condizioni con le quali ognuno ha familiarizzato negli ultimi due anni caratterizzati dalla pandemia. Ed è proprio durante il lockdown che il progetto ha preso piede. «Il libro non esisterebbe senza la rivista Terra e Missione, la quale a sua volta è nata durante i mesi del primo lockdown in Italia», ha spiegato Moccia. Il desiderio di raccontare come le donne stessero affrontando la pandemia nel mondo ha permesso «alle loro voci di unirsi come nella composizione di un mosaico con diversi tasselli, sfumature e ricchezze, date dalle diverse realtà in cui operano in varie parti del mondo» ha aggiunto Giampietro.

La prefazione è curata da suor Alessandra Smerilli, segretario “ad interim” del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. La postfazione, invece, è firmata da suor Nathalie Becquart, sottosegretario del Sinodo dei vescovi, per la quale “Donne autrici di un’altra storia” è «un libro sinodale perché ascolta le donne nella loro diversità. Racchiude le testimonianze e il calvario vissuto durante la pandemia da religiose e madri, cristiane e non. Parla della resilienza delle donne che sperimentano come la vita è allo stesso tempo fragile e forte. Storie intessute di relazioni che prendono forma e crescono in contesti molto diversi tra loro».

Ogni storia è declinata con una parola chiave, come “fiorire”, scelta da suor Rita Giaretta, delle Orsoline, una delle fondatrici della Comunità Rut che accoglie donne in difficoltà o vittime della tratta di esseri umani. Anche suor Carla Venditti, delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù, dal 2015 incontra ogni notte le donne sfruttate, per le quali nutre il sogno di “libertà” ospitandole nella missione “Oasi di Madre Clelia”. “Essenzialità” è il termine che accompagna la storia di suor Maria Rosa Venturelli, missionaria comboniana, famiglia religiosa «spogliata» dal Covid-19, che ha causato la morte di 35 consorelle.

La pandemia ha messo ancora più in risalto come, «origine e custode della vita, la donna è crocevia di sviluppo e radice di democrazia», ha scritto Mariapia Garavaglia, vicepresidente del Comitato nazionale di Bioetica, già ministro della Sanità. Nel testo c’è anche il racconto di chi ha affrontato l’emergenza sanitaria in prima linea «senza mai perdere di vista le esigenze locali, quelle malattie della povertà che le pandemie esacerbano e amplificano», come Dominique Atim Corti, medico, presidente della Fondazione Corti, nata al St. Mary’s Lacor Hospital di Gulu, in Nord Uganda, ospedale fondato 60 anni fa dai genitori Piero Corti e Lucille Teasdale. Ma nonostante questi due anni difficili per tutti, «mentre si conferma intorno a noi un certo clima d’odio duro a morire», per Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, la parola chiave è “speranza”.

I proventi della vendita del libro saranno interamente devoluti al progetto delle suore missionarie Scalabriniane “Chaire Gynai”, dal greco “Benvenuta donna”, voluto da Papa Francesco e rivolto a donne rifugiate (con bambini) e a donne migranti che si trovano in situazione di vulnerabilità.

17 settembre 2021