L’Alzheimer, “dimenticato” nella campagna elettorale

Nella Giornata mondiale, la presidente di Aima Spadin scrive ai responsabili sanità dei partiti: «Se non si tratta di una mancanza è quantomeno un errore politico»

In occasione della Giornata mondiale Alzheimer che si celebra oggi, 21 settembre, a 4 giorni dalle elezioni politiche in programma per domenica 25, la presidente di Aima (Associazione italiana malattia di Alzheimer) Patrizia Spadin scrive una lettera aperta ai responsabili sanità dei partiti candidati. «Leggendo con attenzione i programmi delle forze politiche candidate a guidare il Paese nel prossimo quinquennio non siamo riusciti a trovare una sola riga di impegno a cambiare un sistema di presa in carico delle persone con demenza», si legge nel testo.

Spadin denuncia una mancanza di attenzione grave, con oltre un milione di persone con demenza nella popolazione over 65 (dati 2019) e più di 600mila malati di Alzheimer (circa il 20% della popolazione ultrasessantenne). «Secondo i dati Iss – riferisce – ci sono circa tre milioni di persone coinvolte direttamente o indirettamente nella loro assistenza. Se non si tratta di una mancanza, è quantomeno un errore politico, dato che si tratta di cittadini (ed elettori), spesso donne caregiver in età lavorativa costrette a moltiplicare sforzi immani di conciliazione vita-lavoro, che sostengono (anche) l’80% dei 15 miliardi di euro di costi della malattia: un dato quanto mai anomalo per un sistema socio-sanitario che si pretende universalistico!».

Ai responsabili dei partiti la presidente Aima ricorda come l’ultimo Piano nazionale demenze, del 2014, non sia mai stato rinnovato. «Spesso – scrive – si è indugiato in pianificazioni astratte e scollegate dalla realtà delle cose, che è fatta di servizi non standardizzati sul territorio, di frammentazione del percorso del paziente, di impreparazione a nuove possibili evoluzioni sul fronte del trattamento». Nel ribadire che Aima è pronta al confronto e alle proposte a partire dal 26 settembre, Spadin evidenzia che «l’associazione e la Società italiana di neurologia (Sin) hanno già presentato i 7 Buoni motivi e le 7 Buone proposte per non dimenticare l’Alzheimer e chiedere un piano di investimenti per l’Alzheimer che consenta di “rammendare” le lacune stratificatesi nel tempo, una riforma della sanità territoriale che preveda Case e Ospedali di Comunità, protocolli e linee guida ad hoc per la gestione domiciliare dei pazienti e sostegno e informazione per i caregiver familiari». Insomma, «non c’è bisogno di rivoluzioni – è la conclusione -. C’è bisogno di fare le cose per bene».

21 settembre 2022