“L’amico fedele”: l’uomo e gli animali

Il film di McGehee e Siegel tratto dal romanzo omonimo di Sigrid Nunez. Una riflessione acuta e intensa sul non rassegnarsi alla perdita ma credere che un nuovo inizio è sempre possibile

Iris tiene corsi di scrittura all’università di New York. All’improvviso Walter, suo maestro e punto di riferimento, muore, togliendosi la vita senza una spiegazione. La donna resta del tutto spiazzata di fronte all’evento, ma, di più, si ritrova in eredità il cane dell’amico, l’alano Apollo. Dalle conseguenze di questo incontro forzato prende il via L’amico fedele – The Friend, nelle sale da pochi giorni. Il film, di nazionalità americana, è diretto a quattro mani da due registi, Scott McGehee e Davis Siegel, forse non troppo noti ma in realtà autori nel 2012 di un film tratto da un romanzo di Henry James su una bambina di particolare intelligenza alle prese con il divorzio dei genitori. È uno stile al quale i due registi si sono richiamati sceneggiando ora anche il romanzo omonimo di Sigrid Nunez, da quale è tratto il film di oggi.

Con una partenza così fortemente letteraria, era inevitabile che anche questa versione ne portasse una impronta molto marcata. A cominciare dalla protagonista, Iris, prototipo della donna che fa dell’incontro tra l’insegnare e lo scrivere un connubio che odora di affetto e passione. La scomparsa del suo mentore apre in lei un vuoto difficile da colmare, e il designato a ricoprirlo è proprio il cane alano. Spetterà a lui il compito di far ritrovare a Iris il piacere di incontrare gli alunni e di superare quel terribile momento che arriva per ogni scrittore, il blocco creativo.

Iris non solo è in crisi con la scrittura ma si trova con una presenza ingombrante che non sa come gestire, quella del cane Apollo, che è fonte di minacce da parte del suo condominio che vieta i cani nel palazzo. Dicono i due registi: «Abbiamo entrambi amato il libro. C’è dentro una bellissima e delicata riflessione sulla scrittura, sulla vita a New York e sull’elaborazione del lutto». Arrivati agli snodi centrali narrativi, autore (del romanzo) e registi sperimentano il positivo compromesso che si crea tra l’accettazione della morte del maestro da un lato e il legame con l’alano Apollo dall’altro. Chiamata a risistemare gli scritti di Walter per una pubblicazione postuma, tra Iris e gli occhi tristi di Apollo qualcosa si muove e quello che sembrava una difficoltà insormontabile si rivela un nuovo inizio per ritrovare il piacere dello scrivere a fianco del generoso alano Apollo.

In certi passaggi leggero, frivolo e un po’ minimalista, L’amico fedele diventa poi una riflessione acuta e intensa sulla capacità di riacquistare equilibrio nell’incontro tra uomo e animale, sul non rassegnarsi alla perdita ma lottare e credere che un nuovo inizio è sempre possibile. Quanto ai protagonisti, due attori sopra tutti: Naomi Watts dà ad Iris un forte ventaglio emotivo; Bill Murray è un Walter sempre capace di sottili sfumature.

16 giugno 2025