“Laudate Deum”, «ultima opportunità per un’inversione di rotta»
Scienziati, attivisti e scrittori a confronto, nei Giardini vaticani, sull’esortazione apostolica di Francesco, 8 anni dopo la Laudato si’. Il Nobel Parisi: è il tempo in cui «l’umanità deve fare scelte essenziali». L’attivista Neubauer: il Papa, artefice di «una rivoluzione collettiva»
L’esortazione apostolica di Papa Francesco Laudate Deum pubblicata ieri, 4 ottobre, che aggiorna l’enciclica Laudato si’, è «estremamente necessaria in questo momento in quanto i governi se ne infischiano del cambiamento climatico e la voce di quelli che sostengano l’importanza di combattere il cambiamento climatico di fatto è una voce che grida nel deserto». Giorgio Parisi, fisico e premio Nobel nel 2021, va dritto al cuore del documento che in modo perentorio mette in luce la debolezza della politica internazionale che, scrive Francesco, «spreca le crisi globali quando sarebbero l’occasione per apportare cambiamenti salutari». Lo studioso di teoria quantistica e di sistemi complessi è intervenuto questa mattina, 5 ottobre, alla conferenza “Laudate Deum: voci e testimonianze sulla crisi climatica”, svoltasi nel cuore dei Giardini vaticani, durante la quale scienziati, scrittori, attivisti, animatori di vari movimenti, hanno analizzato il documento.
Parisi ha osservato che il documento del pontefice, «scritto con un linguaggio chiaro e comprensibile da tutti», analizza dati e «una serie impressionante di fatti basati sulla scienza». Commentando stralci del testo si è quindi soffermato sul negazionismo di chi cerca di occultare eventi che «sono sotto gli occhi di tutti» e sul fatto che «bisogna porre termine alle irresponsabili prese in giro» di chi parla della crisi climatica come qualcosa che riguardi solo l’ambiente. È una questione che «viene ridicolizzata solo per interessi economici» e non si comprende che si tratta di «un problema umano e sociale a tutti i livelli. Spesso i più poveri e i più deboli soffrono più dei ricchi del cambiamento climatico». Questo, per Parisi, è il tempo in cui «l’umanità deve fare delle scelte essenziali, sono decenni che la scienza ci ha avvertito che comportamenti umani stavano mettendo le basi per l’aumento vertiginoso della temperatura però di fatto non si è intervenuti in tal senso. Siamo di fronte a un problema enorme che ha bisogno di interventi decisi in cui la scienza può essere fondamentale». È quindi necessaria un’inversione di rotta ma questa richiede uno sforzo mostruoso da parte di tutti, è un’operazione che di fatto ha dei costi colossali, non solo finanziari ma sociali e con degli effetti che incidono sulle nostre esistenze».
Anche per Carlo Petrini, gastronomo, sociologo e attivista, l’esortazione ha la caratteristica forte di mettere in evidenza «la drammaticità e la consapevolezza del momento storico che stiamo attraversando». Dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato si’ sono trascorsi 8 anni, si era alla vigilia della Cop 21 di Parigi e oggi, a poche settimane dalla Cop 28 di Dubai, «l’umanità e la politica non hanno fatto grandi passi in avanti rispetto alla situazione ambientale. Anzi, per certi aspetti la governance internazionale si è dimostrata totalmente inefficace e inefficiente. Ha creato quindi le condizioni per cui una parte rilevante del sistema ambientale è ormai compromessa in maniera irreversibile». Tanto che seppure si realizzassero delle attività virtuose, queste «avranno l’effetto di contenere il disastro annunciato, non di risolvere», ha aggiunto Petrini per il quale «la drammaticità e la consapevolezza del messaggio di Papa France viene colta come una delle ultime opportunità per tutti noi di metterci in movimento o altrimenti, se cade nel vuoto, ben difficilmente avremo un’altra esortazione e la situazione diventerà sempre più grave. È arrivato il tempo che ognuno di noi prenda coscienza che non può rimanere indifferente ma deve diventare un soggetto attivo per il cambiamento».
Vandana Shiva, scienziata, attivista e ambientalista ha richiamato alla necessità di «lavorare in modo creativo per cambiare le cose, per preservare l’universo e prendersi cura gli uni degli altri». Papa Francesco è l’artefice di «una rivoluzione collettiva, culturale e spirituale» che può contagiare tutti, ha affermato Luisa-Marie Neubauer, leader di “Fridays for Future” in Germania, lanciando un appello alle istituzioni, ai leader, alle persone di ogni età. «Abbiamo bisogno che diventiate attivisti – ha detto -. Abbiamo bisogno che non aspettiate più la speranza, ma che siate speranza». Alluvioni, cicloni, incendi, sono tutti effetti del cambiamento climatico. In Libia nei mesi scorsi il ciclone Daniel ha allagato Derna provocando più di 11mila morti, ha ricordato Jubran Ali Mohammed Ali. Gli incendi di quest’estate in Sicilia hanno provocato vittime e devastazione ma «il problema più triste – ha affermato Alessandra Sarmentino, animatrice del Movimento Laudato si’ – è l’abitudine. Ci siamo abituati a questo scenario di morte che però ci fa paura solo quando è a ridosso delle nostre case».
5 ottobre 2023

