L’Azione cattolica a convegno sul messaggio di Leone per la Giornata della pace

Il 31 gennaio alla Domus Mariae. Dal Papa, spiegano, «non un appello di generico ma parole che interpellano governi, istituzioni internazionali e società civili», chiamati a «scelte concrete»

A conclusione del mese di gennaio, tradizionalmente dedicato alla riflessione e alla preghiera per la pace, l’Azione cattolica si riunisce a convegno, nell’Aula Barelli della Domus Mariae – al TH Roma Carpegna Palace Hotel -, per riflettere sul messaggio di Papa Leone per la Giornata mondiale della pace 2026. L’appuntamento, promosso da Azione cattolica italiana, Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo”, Pontificia Università Lateranense e Forum internazionale di Ac, è per il 31 gennaio alle 10.30. Si comincia con i saluti introduttivi di Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale di Ac, e Sandro Calvani, presidente dell’Istituto Toniolo. Quindi, spazio alla riflessione sul tema “Verso una pace «disarmata e disarmante»”.

«In un tempo segnato dal ritorno della guerra come strumento ordinario di regolazione dei conflitti, dall’indebolimento delle istituzioni multilaterali e da una crescente spinta al riarmo – spiegano dall’Azione cattolica -, il messaggio di papa Leone XIV per la LIX Giornata mondiale della pace si colloca come un pronunciamento di forte spessore politico e culturale, oltreché pastorale. Non un appello generico, ma una presa di parola che interpella governi, istituzioni internazionali e società civili. “La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante” è l’orizzonte indicato dal pontefice: una prospettiva che chiede di essere tradotta in scelte storiche concrete, capaci di incidere sugli assetti del potere globale».

Al centro del Convegno, dunque, l’idea di una pace che non si limiti all’assenza di guerra, ma che assuma «il disarmo – materiale, culturale e istituzionale – come criterio di fondo dell’agire politico e delle relazioni internazionali». Nel suo messaggio, «Papa Leone XIV richiama con chiarezza la responsabilità collettiva di fronte a un sistema globale che investe sempre più risorse nella produzione di armi e sempre meno nella tutela dei diritti, nello sviluppo umano e nella prevenzione dei conflitti» è ancora la riflessione dell’Ac, che richiama a «una pace “disarmata”, anzitutto, nello stile: capace di rinunciare alla logica della forza, di smascherare la pretesa razionalità della guerra, di riaffermare la centralità del diritto e della non violenza attiva. Ma anche una pace “disarmante”, cioè dotata di strumenti concreti e credibili: dal disarmo nucleare alla riconversione degli investimenti, dalla difesa non armata all’educazione delle coscienze».

In concreto, la prima sessione, “La pace disarmata: stile e organizzazione”, affronterà le radici culturali e giuridiche della pace. Debora Tonelli, rappresentante della Georgetown University a Roma, proporrà una riflessione sulla non violenza come stile personale e politico. Tommaso Greco, docente di Filosofia del diritto all’Università di Pisa, offrirà una critica radicale della “ragion bellica” che ancora permea il discorso pubblico. Gabriele Della Morte, docente di Diritto internazionale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, si concentrerà sul ruolo del multilateralismo, della negoziazione e della certezza del diritto internazionale come architravi di un ordine di pace.

Nel pomeriggio la seconda sessione: “La pace disarmante: strumenti”. Sotto i riflettori, le scelte politiche, economiche e sociali. Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, affronterà il tema dei giusti investimenti e della nuova corsa agli armamenti, denunciandone le ricadute su democrazia e giustizia sociale. Carlo Cefaloni, redattore di Città Nuova, analizzerà il realismo del disarmo nucleare, oltre la retorica dell’inevitabilità. Laila Simoncelli, avvocato della Comunità Papa Giovanni XXIII, presenterà le prospettive della difesa non armata e non violenta e delle nuove forme di mobilitazione civile. Giulio Alfano, docente di Scienza politica alla Lateranense, concluderà con una riflessione sull’educazione alla cultura della pace come investimento strategico per il futuro.

La proposta – condotta dal direttore dell’Istituto Toniolo Andrea Michieli – si rivolge a studiosi, operatori pastorali, responsabili associativi, studenti e «a quanti, nelle istituzioni e nella società civile, avvertono l’urgenza di ripensare la pace non come utopia disincarnata, ma come responsabilità storica e scelta politica esigente – concludono dall’Azione cattolica -. In un contesto internazionale in cui la guerra tende a essere giustificata come necessità e il riarmo come inevitabile, la proposta di una pace “disarmata e disarmante” si configura come un atto di resistenza culturale e come una piattaforma di lavoro per chi crede ancora nella forza del diritto, del dialogo e della non violenza organizzata».

28 gennaio 2026