Le Acli di Roma al futuro sindaco: valorizzare le politiche sociali

La lettera aperta della presidende Borzì: «La città deve tornare a essere una Capitale dell’accoglienza, della solidarietà e della vivibilità e del lavoro»

La lettera aperta della presidende Borzì: «La città deve tornare a essere una Capitale dell’accoglienza, della solidarietà e della vivibilità e del lavoro»

«Sappiamo che governare una città complessa come Roma non è affatto semplice». Alla vigilia ormai delle elezioni amministrative, domenica 5 giugno, la presidente delle Acli provinciali di Roma Lidia Borzì scrive una lettera aperta indirizzata al futuro sindaco della Capitale. Ed esordisce evidenziando lunci e ombre di una città nella quale «i problemi più “astratti”, come la progressiva perdita di fiducia nelle istituzioni e l’allontanamento dei cittadini dalla politica, si combinano con la concretezza dei tanti piccoli e grandi drammi quotidiani: dalle buche che rendono le nostre strade molto pericolose, ai mezzi di trasporto spesso guasti o in ritardo, ai problemi nello smaltimento dei rifiuti, alle lunghe file alle mense solidali segno tangibile di povertà crescenti, fino alla carenza di servizi che rendono difficile la conciliazione famiglia/lavoro e tanto altro ancora».

Secondo Borzì, occorre valorizzare le politiche sociali, «che non possono essere trattate in maniera residuale» ma vanno considerate «politiche di sviluppo centrali e trasversali, cifra stessa della buona politica e crocevia di tutte le altre politiche, economiche, urbanistiche ed educative». Ancora, è necessario «consentire al terzo settore di dare il proprio contributo autorevole e competente attraverso un piano di programmazione condiviso». Attorno al nuovo sindaco infatti, prosegue la presidente delle Acli di Roma, «c’è una grande attesa di quella che deve tornare ad essere una Roma Capitale dell’accoglienza, della solidarietà e della vivibilità e del lavoro».

Promuovere «una politica generativa che sia anche sistemica, che non lavori a compartimenti stagni ma valorizzi un approccio interdipendente; che metta costantamente in relazione sia le diverse realtà territoriali che le diverse politiche al fine di ricostruire uno spirito di comunità». Queste le priorità di cui si fa portavoce Borzì, esprimendo il punto di vista di «un’associazione autonomamente schierata per il Bene Comune, ma non
disimpegnata». Da ultimo anche l’appello a «valorizzare la sussidiarietà circolare, per coinvolgere e corresponsabilizzare tutti a partire dai tre pilastri su cui si fonda la nostra società: pubblico (Roma Capitale, i municipi), privato (mondo delle imprese), civile (organizzazioni della società civile e terzo settore)».

Non mancano le proposte concrete. A cominciare dalla creazione di n «albo cittadino delle buone pratiche sociali». A questo la presidente delle Acli di Roma aggiunge anche «la realizzazione di un’anagrafe delle fragilità sociali e la promozione di un’alleanza per il lavoro decente».

«Caro sindaco – è la conclusione -, le imminenti elezioni rappresentano un treno che
non si può perdere per riconnettere i cittadini con le istituzioni e la politica attraverso un patto fiduciario basato innanzitutto sull’onestà, la trasparenza e la legalità».

1° giugno 2016