Leone ai giovani italiani: «Queste giornate portino frutti di bene»

Al termine dell’udienza generale, il saluto ai ragazzi a Roma per il loro Giubileo. «L’incontro con Gesù rafforzi fede e speranza». Il ricordo dei cristiani perseguitati nel mondo. «Prevenire simili tragedie»

«Accolgo con gioia i giovani italiani convenuti a Roma per partecipare agli eventi giubilari a loro dedicati. Cari giovani, vi invito a pregare affinché queste giornate di fede, di riflessione e di amicizia portino frutti di bene». Al termine dell’udienza generale di questa mattina, 30 luglio, il Papa ha salutato con queste parole i ragazzi italiani, alla vigilia della giornata della Confessione di fede nella basilica di Sa Pietro, domani, 31 luglio.

Poco prima, nel saluto ai giovani pellegrini arrivati dalla Polonia, aveva rivolto l’auspicio che «questo incontro con Gesù in fraterna comunione, rafforzi la vostra fede e speranza, riempia i vostri cuori di pace e vi unisca nel Suo amore. Accogliete da Cristo questi doni e condivideteli con i vostri coetanei e con i vostri compatrioti nella vostra Patria», l’invito. E ai giovani portoghesi: «Approfittate di questa esperienza per portare i vostri amici a Gesù, affinché possano incontrarlo, ascoltare la sua parola e amarlo».

Sempre nei saluti ai fedeli di lingua italiana, il pontefice ha ricordato che il 1° agosto si celebra il 50° anniversario dell’atto finale di Helsinki. «Oggi più che mai – ha detto – è indispensabile custodire lo spirito di Helsinki, perseverare nel dialogo, rafforzare la cooperazione, fare della democrazia la via privilegiata per prevenire e risolvere i conflitti». 50 anni fa, «animati dal desiderio di garantire pace e sicurezza, 35 Paesi inaugurarono una nuova visione geopolitica, favorendo il riavvicinamento tra Est e Ovest», ha affermato Prevost, e inserendo la libertà religiosa come «uno dei fondamenti» dei diritti umani. Quindi ha citato in particolare «la partecipazione attiva della Santa Sede alla Conferenza di Helsinki, rappresentata dall’arcivescovo Agostino Casaroli».

Nelle parole del pontefice anche il «profondo dolore per il brutale attacco terroristico a Komanda nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo dove oltre 50 cristiani sono stati uccisi in chiesa durante una veglia di preghiera e nelle proprie case. Mentre affido le vittime alla amorevole misericordia di Dio – ha detto -, prego per i feriti e per i cristiani che nel mondo continuano a soffrire violenze e persecuzioni, esortando quanti hanno responsabilità a livello locale e internazionale a collaborare per prevenire simili tragedie», l’appello.

30 luglio 2025