L’estate dell’Elemosineria apostolica, accanto a carcerati e senza dimora

Gruppi di ospiti dei dormitori portati al mare o al lago, per un pomeriggio di relax. Inviato materiale sanitario alle popolazioni povere di altre nazioni

«Visitare i carcerati e consolare gli afflitti»: queste le due opere di misericordia che, si legge in una nota diffusa ieri, 7 settembre, hanno caratterizzato l’estate dell’Elemosineria apostolica. «Oltre agli aiuti che regolarmente vengono dati attraverso i cappellani, il “braccio caritativo del Santo Padre” ha compiuto piccoli gesti evangelici per aiutare e dare la speranza a migliaia di persone che si trovano nelle case circondariali di Roma – si legge nel testo -. In particolare, in questi giorni l’elemosiniere Konrad Krajewski, ha consegnato 15mila gelati ai detenuti del carcere di Regina Coeli e a quelli di Rebibbia».

Grande l’attenzione anche alle altre opere di misericordia corporali – «dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini e forestieri, visitare e sostenere gli infermi e seppellire i morti» -, soprattutto nei mesi estivi, quando tante mense e strutture caritative limitano le attività. «Come ogni anno, piccoli gruppi di persone senza fissa dimora, oppure ospitati nei dormitori, sono stati portati al mare o al lago, presso Castel Gandolfo, per un pomeriggio di relax e una cena in pizzeria», informano dall’Elemosineria.

Immancabile l’attenzione anche alle popolazioni più povere di altre nazioni, che, «attraverso la segnalazione e la mediazione dei nunzi apostolici, ricevono farmaci, respiratori polmonari e materiale sanitario spediti direttamente dal Vaticano mediante il corriere diplomatico della Santa Sede». Ad agosto ad esempio è stato acquistato un tomografo per il Madagascar, del valore di circa 600mila dollari, ed è stata conclusa la preparazione di ambulatori medici, ristrutturati o costruiti di nuovo, per quasi 2 milioni di euro, in tre Paesi tra i più poveri dell’Africa».

8 settembre 2021