Lettera alla Città, le università del Lazio rispondono al cardinale Vallini

Il Comitato regionale di coordinamento degli atenei della regione replica al testo presentato nella basilica lateranense il 5 novembre scorso

Il Comitato regionale di coordinamento degli atenei della regione replica al testo presentato nella basilica lateranense il 5 novembre scorso, con un messaggio alla diocesi


Gli atenei del Lazio raccolgono la sfida lanciata dal cardinale vicario e dal consiglio pastorale diocesano con la Lettera alla Città, presentata nella basilica lateranense lo scorso 5 novembre. E lo fanno rispondendo a loro volta con un’altra lettera, indirizzata alla diocesi di Roma, che porta la firma del presidente del Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio, Mario Panizza, rettore di Roma Tre.

«L’ampia e approfondita disamina contenuta nella citata missiva – si legge nel testo – prende le mosse dagli affanni che hanno investito lo spazio fisico, l’identità collettiva e la coesione sociale della città». Al tempo stesso, «richiama le risorse civili e religiose, i “meravigliosi talenti”, che Roma possiede e su cui occorre basarsi per una operazione di rilancio».

Panizza riprende i temi rilanciati dalla Lettera alla Città: cinque urgenze che hanno il sapore della sfida, dalle povertà vecchie e nuove all’accoglienza e integrazione, dall’educazione alla comunicazione, fino alla necessità di formare «pazientemente», scriveva il cardinale Vallini, la classe dirigente del futuro. «È evidente – osserva Panizza – come queste sfide chiamino tutte le università presenti a Roma all’azione, a dare risposte concrete». Per quanto riguarda la necessità di percorsi formativi ma non solo. «È nostro intendimento contribuire anche alle altre sfide enunciate. E non potrebbe non essere così, in particolare sul versante della formazione di una classe dirigente, guida essenziale per far tornare Roma all’altezza della propria eredità, farla più ricca, più innovativa», le parole del rettore.

La lettera si conclude con un grazie alla diocesi di Roma «per l’opportuna sollecitazione» e con la rassicurazione di un impegno «collettivo e di coordinamento » sul tema della sostenibilità «in ogni sua declinazione (ambientale, economica, sociale e istituzionale)». Le strade indicate: la promozione della «ricerca multidisciplinare e d’avanguardia nel campo delle risorse ambientali», e lo sviluppo di «programmi di studio mirati e interdisciplinari, affinché il giovane studente di oggi divenga il motore di cambiamento verso un futuro sostenibile, ma prima di tutto sia un cittadino responsabile, così da contribuire ad aumentare il benessere umano e del nostro pianeta».

Tutto ciò, osserva ancora Panizza, «si intreccia e si coniuga con le tradizionali missioni tipiche delle Università italiane (didattica, ricerca e terza missione). È questo, infatti, il nostro compito: informare e formare, coinvolgendo tutti a “rimanere vigili” e risvegliare “la capacità di guardare all’essenziale”».

16 dicembre 2015