Liberato padre Maccalli

Il religioso della Società delle Missioni Africane, rapito in Niger nel 2018, rilasciato in Mali, insieme al turista Nicola Chiacchio e ad altri due ostaggi

Padre Luigi Maccalli è libero. È stato rilasciato in Mali insieme al turista italiano Nicola Chiacchio e ad altri due ostaggi: la cooperante francese Sophie Pétronin e un ex ministro del Mali, Soumaila Cisse. I due italiani potrebbero fare rientro in patria già nel pomeriggio di oggi, 9 ottobre.

La notizia è arrivata dalla presidenza del Mali, dove è avvenuta la liberazione dei quattro ostaggi caduti in mano a terroristi fondamentalisti. «La aspettavamo da più di due anni», è il commento a caldo della Società delle Missioni Africane. Padre Maccalli infatti era stata rapito da un gruppo armato nella sua missione di Bomoanda, in Niger, quasi al confine con il Burkina Faso, nella notte tra il 17 e il 18 settembre 2018. Originario della diocesi di Crema, dove è nato nel 1961 e dove è stato ordinato sacerdote nel 1985, già missionario in Costa d’Avorio per vari anni, padre Maccalli, nato nel 1961, prestava qui la sua opera, tra evangelizzazione e promozione umana. In Niger dal 2007, si è sempre dedicato all’opera missionaria presso il popolo gurmancé, nell’annuncio del Vangelo così come nell’organizzazione delle piccole comunità cristiane, nella costruzione di scuole rurali e ambulatori medici, nella promozione femminile e nello scavo di pozzi nei villaggi disseminati sul territorio della parrocchia di Bomoanga.

Alle preghiere per la sua liberazione promosse dalla Società delle Missioni Africane negli ultimi due anni hanno partecipato anche fedeli musulmani: segno del generale apprezzamento per la sua opera, in un clima reso non facile dall’aggravarsi della situazione economica del Paese, che ha colpito agricoltori e allevatori. Favorendo anche una sorta di «effetto contagio» dal Mali e dalle attività nigeriane di Boko Haram, come osserva in confratello di padre Maccalli, padre Mauro Armanino, che svolge il suo servizio missionario a Niamey.

L’ultima “traccia” del religioso rapito era arrivata al quotidiano Avvenire: un breve video risalente al marzo scorso, reso noto all’inizio di aprile. 24 secondi, nel quale padre Maccalli appariva proprio insieme a Chiacchio, che stava attraversando la zona per motivi turistici e di cui si erano perse le tracce. Arrivato in redazione anche un fermo-immagine del video, con i due ostaggi seduti uno accanto all’altro. Abiti tradizionali e barbe folte.

9 ottobre 2020