“L’infanzia di Gesù”, il libro di Benedetto XVI
La presentazione su Roma Sette, nel 2012, del volume che completava la trilogia su Gesù di Nazareth. La profezia, la fede e la storia. Mieli: lascerà il segno
Il 21 novembre, con la diffusione nelle librerie del volume «L’infanzia di Gesù», si è completata la trilogia che Benedetto XVI ha voluto dedicare a Gesù di Nazareth. La prima edizione prevede la traduzione in nove lingue, una tiratura di oltre un milione di copie distribuite in 50 Paesi. Ma nei prossimi mesi il volume, edito in Italia dalla Libreria editrice vaticana e dalla Rizzoli, verrà tradotto in altre 11 lingue e diffuso in altri 22 Paesi.
«Questo volume è il compimento di una grande impresa intellettuale e spirituale», ha detto padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, presentando il volume martedì nella Sala Pio X di via dell’Ospedale: la conclusione di un’opera su Gesù che il cardinale Ratzinger meditava già dal 2002, considerandolo «il compimento del mio desiderio più grande». padre Lombardi ha scandito le tappe salienti dell’impresa letteraria di Benedetto XVI, durata 9 anni: «Ha iniziato a lavorare al primo volume nell’estate del 2003, completando i primi capitoli nell’estate del 2004. Dopo l’elezione al soglio pontificio, nel settembre 2006, ha visto la lice il primo volume «Gesù di Nazareth. Dal Battesimo alla Trasfigurazione». Nell’aprile del 2010 è stato completato il secondo volume, «Gesù di Nazareth. Dall’ingresso a Gerusalemme alla risurrezione». Ma il Papa aveva promesso anche un «piccolo fascicolo» sull’infanzia di Gesù. Ne è venuto un libro piccolo fisicamente, ma non nel significato.
«Questo libro, dedicato ai 180 versetti di Matteo e Luca sull’infanzia di Gesù, è una sala d’ingresso al Vangelo – ha spiegato il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura – dove si odono già le voci delle stanze successive. Risuona la domanda di Pilato nel Pretorio: “Dio dove vieni tu?”. Una domanda anagrafica che diventa domanda simbolica sull’origine di Gesù». Secondo il porporato sono quattro i filoni principali del testo.
«Il primo – ha spiegato il cardinale – è il binomio storia-fede. Gesù appare in un luogo geografico e in un tempo determinati. In questa contingenza si annida il “Logos”, l’azione divina. Il secondo è il binomio fede-profezia, che Benedetto XVI chiama “parole in attesa”: con l’avvento di Gesù la profezia raggiunge la sua completezza». Per il terzo binomio, autore-lettore, «i testi biblici non sono soltanto informativi, ma performativi: coinvolgono, avvincono, conquistano a una tesi». Infine, il binomio «umiltà-chiarità, che è diversa dalla chiarezza: è l’umiltà del rispetto della verità che va annunciata in maniera limpida, nitida».
Il libro del Papa, di grande rigore intellettuale, erudizione e stile raffinato, è una meditazione teologica che invita alla contemplazione dell’infanzia di Gesù – ha detto la teologa brasiliana Maria Chiara Bingemer, docente di teologia alla Pontifica Università Cattolica di Rio de Janiero – e può aiutare a creare spazio al Salvatore per manifestarsi». «L’avventura editoriale di questo terzo volume – ha spiegato don Giuseppe Costa, direttore della Lev – parte nel migliore dei modi. Così come del resto è avvenuto per gli altri due volumi. Il primo volume del “Gesù di Nazaret”, pubblicato il. 16 aprile 2007, è stato tradotto dalla Rcs Libri in 41 edizioni per complessive 2 milioni di copie e oltre. Il secondo volume, pubblicato dalla Lev, il 18 febbraio 2011, conta 40 edizioni per un milione di copie».
«Questo non è solo il libro di un grande pastore di anime – ha concluso Paolo Mieli, presidente di Rcs Libri – ma un libro di un uomo che lascerà il segno nella storia della cultura. è una lettura piacevole, ma al contempo un libro raffinato, di una persona che da anni si confronta con questi temi». (di Daniele Piccini)
25 novembre 2012

