Liturgia: aggiornato il Calendario proprio della diocesi

Elaborata un’integrazione «locale». Il 7 luglio la memoria dei pontefici santi, l’8 novembre quella di Tutti i santi della Chiesa di Roma. Memoria mariana, la Salus Populi Romani

Si è celebrata per la prima volta venerdì 7 luglio la memoria liturgica dei santi Vescovi della Chiesa di Roma, in cui si ricordano tutti i pontefici santi. Il prossimo 25 ottobre ricorrerà la solennità della Dedicazione in quelle chiese in cui non si conosce la data. Ancora, l’8 novembre, sarà la memoria di Tutti i santi della Chiesa di Roma, che si celebrerà con particolare devozione nei luoghi in cui si trovano le reliquie dei santi romani, mentre il 4 giugno si ricorderà la memoria mariana per la diocesi di Roma, coincidente con la memoria di santa Maria Salus Populi Romani. Sono alcune delle novità introdotte dal calendario proprio della diocesi di Roma, che rivede e aggiorna l’ultima versione, risalente al 1972. Ogni diocesi, infatti, ha un suo calendario particolare, nel quale sono ricordati in modo speciale i santi legati a quel territorio. Ma la Chiesa di Roma costituisce un caso a sé perché, spiega il cardinale Angelo De Donatis, «la scelta di usare lo schema romano come base per il calendario universale, operata dopo il Concilio di Trento con l’edizione del Messale e del Breviario, ha determinato che molte figure di santità eminenti per la vita della diocesi di Roma siano già celebrate nel calendario universale. Alla luce di ciò per l’Urbe si è elaborato non tanto un vero calendario proprio, ma piuttosto una integrazione particolare, locale, al calendario romano che in essa si è costituito e ha preso forma lungo i secoli».

Non solo. «Non era pensabile inserire nel calendario di Roma tutte le figure di santità che sono state coinvolte con la nostra diocesi, perché la maggior parte dei grandi santi è passata per Roma, o ha fondato qui case e istituti», sottolinea padre Giuseppe Midili, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano. «Le dimensioni della diocesi, la presenza e la sepoltura nel suo territorio di numerosissimi santi e beati, la presenza di tanti organi di governo degli istituti di vita consacrata avrebbero determinato l’inserimento di molteplici figure nel calendario proprio – evidenzia il cardinale De Donatis -. Tuttavia, appare evidente l’impossibilità di contenere nell’arco dell’anno i nomi di tutti». Si è dovuto pertanto «ipotizzare – riprende padre Midili – un calendario che desse enfasi a quelle figure di santità che sono legate alla vita della diocesi e di cui c’è un culto attestato in tutto il territorio di Roma. Le altre figure, di fatto, si possono celebrare come memoria facoltativa». Di qui l’idea anche di raggruppare alcune celebrazioni, come quella dei pontefici santi o dei santi romani.

È stato necessario un lavoro di studio e sistemazione, del quale è stata incaricata una Commissione, creata nel 2018. «Sin dalla sua costituzione – ricorda il vicario – il gruppo di lavoro ha seguito un percorso di studio e di ricerca, in dialogo con il dicastero per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti». Rispetto alla versione del 1972, in questo nuovo calendario tutte le memorie sono state trasformate in facoltative; in questo modo «nei luoghi in cui c’è una devozione particolare a un santo, o in cui sono custodite le sue reliquie, si può sempre celebrarne la memoria». L’unica memoria facoltativa di nuova introduzione è fissata al 25 novembre, per celebrare i beati coniugi Beltrame Quattrocchi.

Il nuovo calendario proprio è disponibile online sul sito dell’Ufficio liturgico diocesano.

10 luglio 2023