L’ok del Senato alla manovra. “Scongelate” le dimissioni di Renzi

L’aula di Palazzo Madama ha concesso la fiducia sulla legge di bilancio. In serata il premier al Colle per formalizzare la remissione del mandato

L’aula di Palazzo Madama ha concesso la fiducia sulla legge di bilancio. In serata il premier al Colle per formalizzare la remissione del mandato

Con 173 voti favorevoli e 108 contrari, il Senato ha votato oggi, mercoledì 7 dicembre, la fiducia sulla legge di bilancio, quindi ha dato il via libera definitivo alla manovra, con 166 sì, 70 no e 1 astenuto. È l’ultimo atto prima dello “scongelamento” delle dimissioni del premier Matteo Renzi, che ha annunciato via Facebook che salirà al Quirinale alle 19 per formalizzare la remissione del mandato nelle mani del capo dello Stato. Quindi, l’avvio della fase delle consultazioni per la definizione di un nuovo governo.

Nessuna modifica rispetto al testo licenziato dalla Camera: non c’è stato spazio per nessun emendamento, come richiesto dai capogruppo. Nessuno spiraglio quindi neanche per quella disponibilità espressa 5 giorni prima del voto dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti, che aveva messo sul piatto del Fondo per la non autosufficienza altri 50 milioni di euro, rispetto ai 450 milioni già stanziati. Le associazioni avevano replicato chiedendo di arrivare almeno a 550 milioni, ma ormai è sfumata anche l’ipotesi di raggiungere il tetto dei 500.

Prima dell’incontro con il presidente Mattarella, previsto l’intervento di Renzi alla direzione nazionale del Pd, per il primo confronto con il vertice dopo il risultato del referendum e la bocciatura della riforma costituzionale firmata Boschi. Sul tavolo, la questione della strategia con cui affrontare la crisi di governo e il percorso che porterà il Paese a nuove elezioni. Le due ipotesi: il sostegno a un governo che permetta il completamento della legislatura, con il voto nella primavera del 2018, oppure un «governo di responsabilità», come ipotizzato da Renzi, che conduca gli italiani alle urne già tra marzo e aprile 2017, mettendo mano anche alla legge elettorale.

7 dicembre 2016