Lotta alla povertà, Caritas: «Rei prima risposta, non va smontata»

Francesco Marsico (responsabile area nazionale): «Se si deve enfatizzare la questione del lavoro, questo va fatto non interrompendo un processo di riforma in atto ma aggiungendo quello che manca all’attuale schema»

“C’è già una prima risposta che è il Reddito di inclusione e non va smontata. Se si deve enfatizzare la questione del lavoro, questo va fatto non interrompendo un processo di riforma in atto ma aggiungendo quello che manca all’attuale schema di lotta alla povertà». Lo afferma il responsabile Area nazionale di Caritas italiana Francesco Marsico, in un’intervista rilasciata a Radio Vaticana Italia.

«Come Alleanza contro la povertà abbiamo dato in più di qualche occasione disponibilità al confronto con questo governo, con qualche difficoltà per ora per un confronto diretto e concreto – continua Marsico -. La volontà di avere un intervento contro la povertà particolarmente generoso può creare delle difficoltà. Credo che questo, in una logica di attenzione più ai risultati che alle promesse elettorali fatte dai M5s, dovrebbe consentire una ragionevole applicazione della norma».

Intanto sono già 267mila i nuclei familiari raggiunti dai benefici economici del Rei, attivo dall’inizio del 2018: in tutto, 841mila persone. Nel comunicare il dato, nel luglio scorso, l’Inps sottolineava che altri 44mila nuclei familiari hanno ricevuto il trattamento previsto dal Sia (la misura precedente che ha fatto da battistrada), non ancora trasformato in Rei. Quindi in totale sono circa 311mila i nuclei raggiunti dalle misure nazionali contro la povertà, con il coinvolgimento di oltre un milione di persone.

Il principale problema del Rei – la prima misura universale di lotta alla povertà in Italia – è dato dalle risorse finanziarie limitate: l’importo medio mensile erogato è stato di 308 euro, con un minimo in Valle d’Aosta (242 euro) e un massimo in Campania (338 euro). Il 70% dei benefici erogati è andato al Sud del Paese: l’importo medio, sottolineavano dall’Inps, varia a seconda delle composizione del nucleo familiare, passando da 178 euro per i nuclei con un solo componente a 435 euro per i nuclei con sei o più componenti. Il 63% dei nuclei beneficiari del Rei ha al suo interno dei minori; il 18% è costituito da nuclei con disabili.

5 novembre 2018