Mani invisibili: vita consacrata e desiderio
Nella stretta relazione con Dio ogni vita può andare a scavare sempre più a fondo perché le possano essere rivelate le profondità del suo cuore
Nella stretta relazione con Dio ogni vita può andare a scavare sempre più a fondo perché le possano essere rivelate le profondità del suo cuore, stabilmente abitate da Dio
La domanda “Qual è la volontà di Dio sulla mia vita?” sembra nascondere in molti – tra i pochi che per la verità ancora se la pongono – una nota malinconica, quasi si dovesse cercare chissà dove e chissà per quanto e comunque sempre in uno spazio fuori di se stessi, in ascolto di qualche improbabile e baritonale voce dal cielo che sembra non arrivare mai. Ma chi è questo Dio in cui crediamo e dal quale aspettiamo una risposta? È forse un dio crudele, censore di tutti i nostri desideri, subdolo sabotatore di progetti di vita, mortificatore delle nostre volontà, personaggio invadente a cui semplicemente arrendersi? Un Dio che, sì, ci vorrà pur bene, ma ci chiede di portare il fardello del “fare la sua volontà” così distante dalla nostra? È possibile che sia così?
Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei vivi, il Dio di Gesù Cristo, il Kyrios, il Signore del tempo e della storia è ben Altro! Ed è ancora finalmente da scoprire!
Ma un altro dubbio è ancora lecito: se esiste una volontà sovrana di Dio sulla nostra vita, come sarà compatibile con la libertà umana? E così la domanda più importante è anche quella spesso disattesa perché non si sa da che parte cominciare…
Ecco un indizio: «Rientra in te! – ci insegna sant’Agostino in molte sue espressioni – non uscire fuori di te, ritorna in te stesso: la verità abita nell’uomo interiore. Rientrate nel vostro cuore! Dove volete andare lontani da voi? Andando lontano vi perderete! Torna, torna al cuore. Rientra nel cuore e lì esamina quel che forse percepisci di Dio, perché lì si trova l’immagine di Dio; nell’interiorità dell’uomo abita Cristo, nella tua interiorità tu vieni rinnovato secondo l’immagine di Dio: nella di lui immagine riconosci il tuo Creatore… Oh, se gli uomini vedessero l’interno eterno!».
Dunque, rientra in te stesso e scruta i desideri del tuo cuore, o meglio lascia che sia la Parola di Dio a scrutare dentro di te, a portare alla luce i veri desideri, ciò che ti anima, ti porta, ti muove. Lì abita Dio e lì – poveramente, come in vasi di creta – è già custodita la volontà di Dio su di te, quella che ancora ti deve essere rivelata.
È lì, nella stretta relazione con Dio, consacrata dalla sua Parola, che ogni vita può andare a scavare sempre più a fondo perché le possano essere rivelate le profondità del suo cuore, stabilmente abitate da Dio. Ed è proprio nel dialogo con lo Spirito riversato nel cuore (Gal 5, 5) che sempre si può imparare a custodire, accompagnare, discernere progetti piccoli e grandi, soprattutto si può nuovamente imparare a desiderare.
Sant’Agostino ha ricevuto da Dio un’intuizione, folgorante nella sua semplicità: «I vostri ardenti desideri ci sembrano delle mani invisibili, con le quali bussate ad una porta invisibile, perché invisibilmente vi si apra e invisibilmente possiate entrare». Ha intuito, cioè, che i desideri sono la vita del cuore, «il desiderio è il recesso più intimo del cuore e quanto più il desiderio dilata il nostro cuore, tanto più diventeremo capaci di accogliere Dio».
Se per qualcuno il desiderio è «la tristezza che riguarda la mancanza della cosa che amiamo» (B. Spinoza, Etica) per Agostino è invece la gioiosa nostalgia che mette in moto il nostro cuore, perché «ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te» (Confessioni, I,1). Gioiosa nostalgia, inquieta tensione; desiderare è concentrare/canalizzare tutte le energie in direzione di qualcosa di importante per sé e centrale per la propria vita. «Quante ricchezze ha l’uomo nell’intimo, eppure non scava» (Agostino, Enarr. in Ps. 76,9).
In altre parole, non si può conoscere la volontà di Dio se prima non si conoscono i desideri del proprio cuore, se non si sa cosa si vuole, cosa ci attrae e cosa ci spinge, quale casa, quale patria stiamo cercando. Dio non può rispondere se prima non rispondiamo a noi stessi: che cosa voglio? Che cosa voglio per davvero?
La Vita Consacrata nasce nell’interpellante e insistente volontà di Dio, e conosce la sua vita nei desideri dello spirito (cfr. Gal 5, 17) di molti, uomini e donne, disposti a tornare in se stessi per trovare finalmente la risposta all’appello di Dio.
«Sia dinanzi a lui il tuo desiderio, ed il Padre, che vede nel segreto, lo esaudirà. Il tuo desiderio è la tua preghiera, se continuo è il desiderio, continua è la preghiera. Il desiderio è la preghiera interiore che non conosce interruzione. Il tuo desiderio continuo sarà la tua voce. Tacerai se cesserai di amare… Il gelo della carità è il silenzio del cuore; l’ardore della carità è il grido del cuore. Se sempre permane la carità, tu sempre gridi; se sempre gridi, sempre desideri… Se dentro al cuore c’è il desiderio, c’è anche il gemito; non sempre giunge alle orecchie degli uomini, ma mai resta lontano dalle orecchie di Dio» (Agostino, Enarr. in Ps., 37,14).
17 febbraio 2015

