C’è anche la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con quelle di altri capi di Stato e di governo, sul testo della dichiarazione in occasione del “Climate Action Summit” delle Nazioni Unite, in programma a New York il prossimo 23 settembre. Una iniziativa per “una maggiore ambizione climatica”, articolata in 14 punti. Tra questi, la considerazione del cambiamento climatico come «la sfida chiave del nostro tempo».

La nostra generazione, si legge nel testo della dichiarazione, è «la prima a sperimentare il rapido aumento delle temperature in tutto il mondo e probabilmente l’ultima ad avere l’opportunità di combattere efficacemente l’imminente crisi climatica globale». Eppure «gli effetti del cambiamento climatico sono ben documentati e si avvertono ovunque nel mondo. Carenze di risorse idriche e crisi dei raccolti sono solo alcuni dei risultati immediati, dalle ricadute devastanti, come la fame e lo spostamento forzato degli esseri umani».

Una vera e propria crisi, per la quale i capi di Stato esprimono la loro preoccupazione. «Il cambiamento climatico è d’ostacolo all’economia globale e minaccia diversi settori», così come minaccia «la pace e la stabilità in tutto il mondo. Le attuali misure adottate dalla comunità internazionale, espresse in contributi determinati su base nazionale per l’Accordo di Parigi, non sono sufficienti a raggiungere gli obiettivi a lungo termine stabiliti nell’Accordo di Parigi. Bisogna fare di più e l’azione deve essere rapida, decisiva e congiunta». Di qui la richiesta di «rafforzare l’azione e l’ambizione».

Dai firmatari della dichiarazione arriva anche un appello alla comunità internazionale e a tutte le parti dell’Accordo di Parigi: «Agiamo insieme, in modo deciso e rapido, per fermare la crisi climatica globale. Esortiamo tutte le parti a rendere il 2019 l’anno dell’ambizione climatica venendo al Vertice sull’azione per il clima del segretario generale delle Nazioni Unite a settembre 2019 con piani e iniziative concrete per ridurre le emissioni di gas a effetto serra significativamente oltre gli attuali traguardi per il 2030 e giungere a zero emissioni nette entro il 2050».

20 settembre 2019