Dopo i Patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme, la Conferenza dei vescovi cattolici di Inghilterra e Galles, l’Assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa e altre sigle del mondo riformato e protestante, anche il Patriarcato caldeo di Baghdad liquida il Piano di Trump per il Medio Oriente come una «questione di diritto inviolabile».

In una breve nota diffusa online, i vertici della Chiesa caldea sottolineano che per risolvere il conflitto israelo-palestinese – come è ambizione del presidente degli Stati Uniti d’America – «non esiste altra via se non quella diplomatica, con negoziati diretti tra le due parti, al fine di giungere alla nascita di due Stati vicini in grado di convivere in pace, sicurezza e stabilità, nel reciproco riconoscimento delle rispettive sovranità e del controllo delle proprie risorse».

Il Piano di pace per il Medio Oriente il 28 gennaio scorso a Washington dal presidente Usa Donald Trump accanto al presidente israeliano Benjamin Netanyahu vede al centro l’idea di Gerusalemme come Capitale «unita» dello Stato di Israele e la creazione di uno Stato palestinese che avrà una Capitale nell’area di Gerusalemme Est e che sarà sostenuto da 50 miliardi di dollari di investimenti da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati. Ipotesi, quest’ultima, prontamente rifiutata dalla Lega Araba, che ha parlato di «grande violazione dei diritti dei Palestinesi».

4 febbraio 2020