Medio Oriente: si aspetta il cessate il fuoco a Gaza

Secondo il Wall Street Journal, che cita fonti arabe, il leader de facto di Hamas Muhammad Sinwar approva in linea di principio i termini dell’accordo. Tre le fasi previste, con una prima tregua di 42 giorni e il graduale rilascio dei primi 33 ostaggi

Cresce l’attesa, tra oggi, 15 gennaio, e domani, per il cessate il fuoco a Gaza. Secondo il Wall Street Journal infatti, che cita fonti arabe, il leader de facto di Hamas a Gaza Muhammad Sinwar approva in linea di principio con i termini dell’accordo per il rilascio degli ostaggi e il cessate il fuoco. Nel dettaglio, sono tre le fasi previste nell’intesa, con una prima tregua di 42 giorni durante la  quale sono previsti il graduale rilascio dei primi 33 ostaggi e l’inizio del ritiro delle forze israeliane.

Nel frattempo però sono continuati senza sosta nella notte e nella mattina di oggi i raid dell’aviazione israeliana su Gaza. Colpiti oltre 50 obiettivi. Secondo fonti locali, sono almeno 33 le vittime ma il bilancio potrebbe salire. Le Forze di difesa israeliane riferiscono di aver colpito gruppi di operativi di Hamas e Jihad islamica palestinese. In particolare, uno degli attacchi, avvenuto durante la notte, aveva come obiettivo un importante terrorista che operava in una ex scuola di Gaza City. Un edificio scolastico che fungeva da rifugio per gli sfollati di Gaza, tanto che i media palestinesi riferiscono di almeno 5 morti nell’attacco.

Ulteriori attacchi nella notte hanno colpito miliziani di Hamas a Khan Younis e Deir al-Balah, rispettivamente nella parte meridionale e centrale di Gaza, informa ancora l’esercito israeliano, aggiungendo che tra gli altri obiettivi colpiti nei giorni scorsi c’erano cellule di agenti, depositi di armi, infrastrutture di tunnel, postazioni di lancio di carri armati ed edifici utilizzati da Hamas. Secondo Al Jazeera, sono almeno 22 i morti nei raid su Gaza.

A margine dell’incontro di ieri, 14 gennaio, con il suo omologo israeliano Gideon Sa’ar a Villa Madama, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha parlato dell’accordo imminente definendolo «una notizia importantissima che speriamo possa consentire di aprire una nuova fase e riportare la pace in tutto il Medio Oriente. Sono lieto di ospitare Sa’ar in un momento storico per la pace in Medio Oriente – ha detto – e la visita assume un ruolo di grandissimo rilievo perché mi auguro si possa essere veramente vicini a un cessate il fuoco a Gaza». Tajani ha parlato anche con il premier palestinese Mohammad Mustafa per ribadire il sostegno dell’Italia a un accordo di cessate il fuoco nella Striscia. «Sosteniamo l’unità di Gaza e Cisgiordania con un governo guidato dall’Autorità nazionale palestinese», ha aggiunto.

Guardando già al futuro, da Oslo, a margine di una conferenza stampa, il primo ministro palestinese ha affermato questa mattina che «dopo una tregua nella Striscia di Gaza, data per imminente, la comunità internazionale dovrà continuare a fare pressione su Israele affinché accetti la creazione di uno Stato palestinese. Il cessate il fuoco di cui stiamo parlando – ha sottolineato – è  dovuto principalmente alla pressione internazionale. Questo dimostra che la pressione sta dando i suoi frutti». Israele, ha aggiunto parlando con i giornalisti, «deve capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, e che il potere di veto sulla pace e sullo Stato palestinese non sarà più accettato o tollerato».

Parole di «cauto ottimismo» arrivano dal Cremlino sulla possibilità di una tregua a Gaza, giudicata «estremamente necessaria». Purtroppo, ha detto il portavoce Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Interfax, «si parla poco della catastrofe umanitaria che sta accadendo a Gaza. Questa catastrofe tende solo ad aggravarsi e quindi un cessate il fuoco e una tregua sono qualcosa di estremamente necessario». Parla di « grande opportunità per assicurare la stabilità nella regione» il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, durante un intervento al gruppo parlamentare del suo partito Akp ad Ankara, trasmesso dalla tv di Stato Trt. Nelle sue parole, l’auspicio che «il prima possibile» possa essere dichiarato il cessate il fuoco nella Striscia.

15 gennaio 2025