Mani e piedi legati e segni di violenza su tutto il corpo. È stato ritrovato così sabato 13 ottobre il corpo senza vita di padre Ícmar Arturo Orta, sacerdote dell’arcidiocesi di Tijuana, in Messico, di cui non si avevano notizie dal giovedì precedente, quando aveva celebrato la Messa nel quartiere Colonia Obrera. È il settimo sacerdote ucciso in Messico dall’inizio dell’anno.

A dare la notizia ai sacerdoti e ai diaconi del presbiterio di Tijuana è stato l’arcivescovo Francisco Moreno Barrón, che ha indirizzato un messaggio a loro e uno alla parrocchia di San Luigi re di Francia, della quale padre Orta era parroco. «Con profondo dolore, comunico la morte del caro padre Ícmar Arturo Orta, affinché lo affidiamo alla misericordia infinita di Dio», si legge nel messaggio ai sacerdoti. L’arcivescovo informa che «le indagini sono in corso, per scoprire le cause della sua morte» e che seguiranno ulteriori comunicazioni quando si avranno notizie certe e sulla data delle esequie.

Anche dalla Conferenza episcopale messicana è arrivato un comunicato in cui si esprimono sentimenti di vicinanza e di preghiera. Il cardinale presidente José Francisco Robles Ortega e il segretario generale Alfonso Gerardo Miranda Guardiola esprimono l’auspicio che «le autorità competenti chiariscano quanto accaduto al nostro fratello sacerdote e agiscano di conseguenza».

16 ottobre 2018