Migranti, ancora morti nel Mediterraneo. Oltre 350 soccorsi dalla nave Aquarius

Tra 3 e 4 dicembre la nave di Sos Mediterranée, in partenariato con Msf, ha effettuato 4 operazioni di salvataggio. Due donne morte per ipotermia

Tra 3 e 4 dicembre la nave di Sos Mediterranée, che opera in partenariato con Msf, ha effettuato 4 operazioni di salvataggio. Due donne sono morte per ipotermia

Tra sabato 3 e domenica 4 dicembre la nave Aquarius di Sos Mediterranée, organizzazione umanitaria italo-franco-tedesca che opera in partenariato con Msf, ha effettuato 4 operazioni di salvataggio nel mar Mediterraneo ed una quinta operazione di trasbordo di 152 profughi salvati da una nave mercantile. Attualmente si trovano a bordo della Aquarius 353 persone, 232 uomini e 121 donne (10 in stato di gravidanza). 66 sono i minori, 56 dei quali non accompagnati e due i bambini sotto i 5 anni.

Le traversate non si fermano con l’arrivo della stagione invernale: l’anno scorso nel mese di dicembre sono stati più di 9.600 (dati del ministero dell’Interno) i profughi salvati in mare nel Mediterraneo. La Aquarius è al momento l’unica nave di ricerca e soccorso della società civile nella zona Sar (Search and Rescue) e sarà la sola a continuare senza interruzioni le operazioni di ricerca e soccorso durante tutto l’inverno.

Dopo un primo salvataggio sabato mattina, che ha consentito di trarre in salvo 143 persone a bordo di un gommone che aveva già cominciato a imbarcare acqua, poco dopo la mezzanotte di domenica il Sar team di Sos Mediterranee è entrato nuovamente in azione. Soccorsa una piccola barca di legno con a bordo 31 profughi, tutti uomini. 26 provenienti dal Bangladesh e 5 dalla Nigeria. Tra di loro 14 sono minori di cui 12 non accompagnati. L’operazione si è conclusa intorno all’una del mattino.

Il terzo salvataggio ha avuto luogo intorno alle 3.50 della mattina quando, sulla base di una nuova segnalazione, la Aquarius ha avvistato un gommone sovraffollato e già quasi sgonfio. I 146 profughi a bordo, quasi tutti nigeriani (142), erano in forte stato di agitazione e solo grazie all’intervento del SAR team e dei mediatori culturali di Medici senza frontiere la situazione è tornata sotto controllo, consentendo di ultimare l’operazione. Due donne sono state rinvenute prive di sensi a bordo del gommone e trasportate sulla Aquarius per ricevere cure immediate. Purtroppo, nonostante gli intensi sforzi del team medico per la rianimazione, sono morte poco dopo. Secondo quanto riferisce il team medico di MSF a bordo della Aquarius entrambe erano in gravi condizioni d’ipotermia quando sono arrivate alla clinica di bordo. La sorella di una delle vittime era tra i profughi soccorsi ed è stata in grado di effettuare il riconoscimento del corpo. Tra i sopravvissuti 70 sono gli uomini e 76 le donne, di cui 4 in stato di gravidanza. 24 i minori, di cui 21 non accompagnati.

Un altro intervento alle 7 del mattino, quando il Sar team della Aquarius ha soccorso altre 24 persone (23 uomini e una donna, 22 etiopi e 2 gambiani, 17 i minori, tutti non accompagnati) a bordo di un piccolo gommone in buone condizioni e di buona qualità, individuato e monitorato dalle navi container Alexander Maersk e Vos Thalassa. La giornata si è conclusa infine con il trasferimento sulla Aquarius di 152 profughi tratti in salvo dalla nave mercantile OocTiger. Si trovavano a bordo di un gommone e una barca di legno. Si tratta di 108 uomini e 44 donne, di cui sei in stato di gravidanza, 11 minori di cui 6 non accompagnati e due sotto i 5 anni. La maggior parte (112) proviene dalla Nigeria. I 143 profughi salvati sabato mattina erano stati trasferiti già ieri a bordo della Phoenix (Moas) che sta rientrando in Italia.

6 dicembre 2016