Migranti, le raccomandazioni di Caritas Europa contro le barriere

Una nuova pubblicazione in tre lingue illustra 21 buone prassi presenti in 13 Paesi e offre idee per facilitare una «partecipazione inclusiva»

Una nuova pubblicazione in tre lingue illustra 21 buone prassi presenti in 13 Paesi e offre idee per facilitare una «partecipazione inclusiva» e creare una società «più coesa»

Si intitola “Welcome – Migrants make Europe stronger” (“Benvenuti – I migranti rendono l’Europa più forte”) la nuova pubblicazione di Caritas Europa diffusa a partire da oggi, mercoeldì 7 dicembre. Un testo in tre lingue – inglese, francese e tedesco – che mette l’accento sulle «barriere» che impediscono ai migranti di diventare membri a pieno titolo delle società europee in cui vivono. «Barriere che privano i migranti della loro dignità e l’Europa del potenziale contributo che potrebbero dare in termini sociali, culturali ed economici», precisano da Caritas Europa.

Tre, in particolare, i tipi di barriere all’integrazione dei migranti messe a fuoco nella pubblicazione: la prima, di tipo culturale, ossia l’«accettazione e interazione limitata da parte delle comunità di destinazione». La seconda barriera è strutturale, e si traduce in un «accesso limitato ai diritti e servizi di base». La terza infine è di carattere socio-economico e comorta un «accesso limitato alle risorse e alla partecipazione». Caritas Europa dimostra che queste barriere possono essere superate, elencando 21 buone prassi presenti in 13 Paesi, e offre una serie di raccomandazioni specifiche ai governi nazionali. Un modo per «offrire idee ai decisori politici per creare un ambiente che facilita la partecipazione inclusiva dei migranti e lavorare insieme alle comunità di accoglienza per una società più coesa», ha spiegato il segretario generale di Caritas Europa Jorge Nuño Mayer.

7 dicembre 2016