Migranti, Reina: «Preoccupazione per il clima che si respira e le scelte che si stanno attuando»
Presentato il 24° Rapporto annuale del Centro Astalli, al quale nell’anno passato si sono rivolti in 24mila; 11mila solo a Roma. Diminuiscono gli sbarchi ma aumentano le fragilità. Il presidente Ripamonti: «Accogliere non è solo avere un posto dove stare»
Diminuiti gli sbarchi, aumentate le fragilità. Può sembrare un paradosso ma è quanto avvenuto nel 2024 in Italia. Il numero dei richiedenti asilo rivoltisi ai servizi di assistenza si è attestato al 49%, quasi la metà dell’utenza complessiva. È il quadro che emerge dalla 24° edizione del Rapporto annuale del Centro Astalli presentato oggi, 8 aprile, nella sede della Curia generalizia della Compagnia di Gesù. Mette in luce la condizione di crescente precarietà per migranti e richiedenti asilo, schiacciati da necessità disattese e ostacoli burocratici acuiti con l’introduzione del decreto legge 145 del 2024, che ha ridotto a 7 giorni il termine per presentare ricorso contro le decisioni negative nei confronti dei richiedenti provenienti da Paesi considerati sicuri. Da qui l’esclusione dal sistema e la permanenza in un limbo senza tutele.
A parlare sono i numeri. In 24mila in Italia hanno usufruito dei servizi del Centro Astalli; 11mila solo a Roma. «Quando si parla di migranti lo si può fare studiando il fenomeno o guardando le persone negli occhi», ha affermato il cardinale vicario della diocesi di Roma Baldo Reina rispondendo alle domande di Annalisa Cuzzocrea, giornalista de La Repubblica. Quelli che stiamo vivendo «sono tempi molto complicati» e il porporato non ha nascosto «la profonda preoccupazione per il clima che si respira e le scelte che si stanno attuando». Per il vicario non bisogna «rassegnarsi» ma tornare «alle sorgenti dell’umanità», maturando la «pedagogia degli sguardi», specie quelli dei bambini: occhi, i loro, che dovrebbero essere guardati da «tutti coloro che gridano al riarmo». Ma oggi, ha osservato il vicario, «c’è la paura del diverso e di entrare in relazione con l’altro», senza riflettere che i migranti possono essere «una risorsa» per un Paese sempre più vecchio come l’Italia. «Guardiamo l’essere umano – ha concluso il porporato -. Quando lo faremo cadranno anche tutti quei discorsi che oggi non permettono la cittadinanza».
Analizzando il Rapporto si scopre che gli incrementi più significativi riguardano il servizio di accettazione e della mensa che a Roma ha distribuito 65.581 pasti e 10mila farmaci a un’utenza sempre più matura e non più limitata ai neoarrivati. Il Rapporto è suddiviso in quattro sezioni. Le prime tre fanno riferimento alla missione del Servizio dei Gesuiti per i rifugiati (Jrs), incentrata sui tre verbi consegnati dal fondatore padre Arrupe: accompagnare, servire e difendere. Quest’ultimo «negli anni ha assunto nell’opinione pubblica, fomentata anche da certa politica, il significato di difesa dei confini e dai migranti» invece di «difendere i diritti delle persone richiedenti protezione internazionale o rifugiate», ha affermato padre Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, che ha illustrato statistiche e dati riportati in 115 pagine arricchite da grafici e testimonianze.
I tre verbi del Jrs sono «segni di speranza», ha proseguito il religioso, collegandosi al tema del Giubileo. Ma «siamo stati di ostacolo a questa speranza nell’anno trascorso?», si è chiesto, soffermandosi su alcuni «ostacoli alla speranza di una vita migliore» come il Patto sulla migrazione e l’asilo adottato dal Consiglio europeo, che «può portare, tra le altre cose, a un arretramento del diritto d’asilo e un conseguente possibile aumento del numero delle persone detenute in modo arbitrario. In Italia il 2024 è stato l’anno del braccio di ferro sui centri in Albania – ha ricordato -. Al di là delle polemiche, quello che ci preoccupa è la creazione di un artificio legale. Si è sostenuto il principio di deportabilità delle persone, perdendo di vista la centralità della loro dignità, trattandole come carichi residuali non desiderati». Nell’analisi di Ripamonti, «non convince neppure la recente decisione di convertire queste strutture in Centri di permanenza per il rimpatrio. Non crediamo che l’utilizzo a tale scopo delle strutture in Albania possa migliorarne la funzionalità in vista del rimpatrio delle persone detenute e garantire nel contempo il rispetto dei diritti dei migranti trattenuti».
La quarta parte del Rapporto è dedicata alla rete territoriale del Centro Astalli, che ha sedi anche a Bologna, Catania, Grumo Nevano, Vicenza, Padova, Palermo e Trento. Dal documento emerge che particolarmente colpite dalla vulnerabilità sono le donne. Aumentata la presenza femminile in ambulatorio, passata da 287 a 452 donne, soprattutto ucraine e peruviane, e al SaMiFo (Salute Migranti Forzati), dove sono in crescita le pazienti di ginecologia, da 396 a 530, per 1.164 visite in totale. Incrementate anche le visite psichiatriche, passate da 875 a 1.283 a fronte di soli 33 utenti in più. Tra i pazienti anche 100 minori. Aumentati i migranti provenienti dal Sud America, in particolare dal Perù. Sono state 517 le persone che hanno usufruito del servizio di orientamento legale, il 68% uomini, la maggior parte provenienti dalla Nigeria.
L’indagine evidenzia che anche il diritto all’abitare si scontra contro muri burocratici e sociali. Nelle strutture del Centro Astalli sono state accolte 227 persone, la maggior parte tra i 18 e i 29 anni. «Accogliere non è solo avere un posto dove stare – le parole del presidente – ma è una parte del processo di inclusione che richiede ascolto e creatività. Il diritto all’abitare è familiarizzare con un luogo, creare legami, percorsi, in base alle proprie possibilità», ha concluso Ripamonti, ricordando commosso che nel mondo oltre la metà dei più di 120 milioni di migranti forzati sono minori. Nel 2024 a Roma sono state sostenute dallo spazio Inclusione e dallo sportello lavoro oltre 800 persone; 282 quelle iscritte alla scuola di italiano. Il divario digitale accresce diseguaglianze sociali e marginalità e per questo resta alta la richiesta di supporto per l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione, che ha riguardato 710 beneficiari (542 nel 2023). Nei progetti di sensibilizzazione sul diritto di asilo e sul dialogo interreligioso realizzati in oltre 150 istituti romani, infine, sono state coinvolte quasi 1.300 classi.
8 aprile 2025

