Minori stranieri, aumentano gli irreperibili: 5mila in più in 4 anni
I dati del rapporto Unicef in Italia: dai 1.754 del 2012 si è passati ai 6.508 di novembre 2016. La massima incidenza nel corso del 2015
I dati del rapporto Unicef in Italia: dai 1.754 del 2012 si è passati ai 6.508 di novembre 2016. La massima incidenza nel 2015: erano il 34% dei minorenni non accompagnati
Aumentano i minorenni stranieri non accompagnati irreperibili. Nel corso degli ultimi anni il loro numero in Italia ha subito un’evidente crescita: sono passati infatti dai 1.754 del 2012 ai 6.508 di fine novembre 2016. In termini percentuali, hanno raggiunto la massima incidenza nel corso del 2015 arrivando al 34 per cento del totale dei minorenni non accompagnati (presenti nelle strutture), valore che a fine novembre 2016 è sceso al 27,4 per cento. È quanto emerge dal rapporto “Sperduti. Storie di minorenni arrivati soli in Italia”, lanciato oggi, 30 maggio, dall’Unicef e dal Cnr-Irpps (Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali) nell’ambito del convegno “Per ogni bambino sperduto”, organizzato in collaborazione con la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. Il rapporto evidenzia inoltre che il 2016 è stato un anno record per i minori sbarcati sulle coste italiane: 28.223 su un totale di 181.436 arrivi, dato che supera quello registrato nel 2014, anno dell’operazione umanitaria Mare Nostrum. In tutto, nel 2015, sono stati identificati 12.360 minorenni non accompagnati, il 75 per cento di tutti i minorenni sbarcati, mentre nel 2016 si sono avute 25.846 identificazioni, pari al 92 per cento dei minorenni sbarcati. Nel periodo compreso tra il 2013 e il 2015, le nazionalità che risultano incidere maggiormente sul totale degli arrivi di minorenni in Italia sono quella siriana, eritrea, egiziana e somala.
«L’indagine mira a costituire sia un valido e aggiornato strumento di advocacy da adoperare insieme alle istituzioni rispetto alla condizione dei minorenni migranti e rifugiati giunti sul territorio con i recenti arrivi (via mare e non), sia una pubblicazione volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle cause che spingono i minorenni e le loro famiglie a migrare, sulle situazioni che affrontano lungo le rotte attraversate e sulle condizioni che si trovano a vivere una volta giunti in Italia», ha sottolineato Corrado Bonifazi, direttore dei Cnr-Irpps. «L’indagine vuole anche essere uno strumento utile per individuare piani di intervento sistematici per far sì che l’attenzione ai più recenti arrivi via mare, non abbia carattere esclusivamente emergenziale. Venga così garantita piena tutela dei diritti di questi minorenni, in conformità agli obblighi contratti dall’Italia a livello internazionale e da quanto previsto dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza» ha concluso Bonifazi.
30 maggio 2017

