Miozzo: Giubileo dei giovani, la sfida dell’accoglienza
Intervista al coordinatore dei servizi di assistenza per l’Anno Santo: «La difficoltà più grande? Le giornate di Tor Vergata». Il caldo? «Stiamo facendo il massimo per ridurre i rischi e garantire la sicurezza di tutti»
Il Giubileo dei giovani sarà una grande esperienza di spiritualità e gioia per centinaia di migliaia di ragazzi attesi a Roma. Tante però le questioni logistiche da approntare e le misure di sicurezza da adottare. Ne abbiamo parlato con Agostino Miozzo, coordinatore dei servizi di accoglienza e assistenza per il Giubileo.
Quali le principali sfide organizzative affrontate nella preparazione del Giubileo dei giovani?
Innanzitutto, i numeri in gioco: parliamo di una partecipazione che supera ampiamente quella di ogni altro evento giubilare realizzato finora e, probabilmente, anche di quelli che seguiranno. Un numero imponente che richiede un piano organizzativo dedicato. Si tratta di una vera e propria invasione pacifica della Capitale, che durerà una settimana. Una delle difficoltà più complesse sarà quella di riunire i partecipanti a Tor Vergata e gestire quelle giornate. Altro nodo cruciale, l’accoglienza: decine di migliaia di giovani saranno ospitati in scuole, parrocchie, istituzioni pubbliche e private che hanno messo a disposizione gli spazi per offrire loro un luogo dove dormire, servizi igienici adeguati, e la possibilità di muoversi in una “zona protetta”.
Quali gli ultimi aspetti che state mettendo a punto?
L’organizzazione logistica dell’evento a Tor Vergata. Avere centinaia di migliaia di persone che si spostano a piedi, con mezzi pubblici o navette, è un fatto straordinario. Quindi la definizione precisa dei percorsi di accesso e di uscita dalla zona. Altro aspetto su cui ci stiamo concentrando attentamente è quello climatico: saremo nel cuore dell’estate. Stiamo facendo il massimo per ridurre i rischi e garantire la sicurezza di tutti. La raccomandazione ai partecipanti è di proteggersi, di bere molta acqua, di non scherzare con gli alcolici, di seguire le indicazioni. Stiamo attivando un sistema sanitario assolutamente impeccabile, in grado di intervenire in tempo reale, e useremo vaporizzatori però i primi soccorritori sono i giovani stessi. Sarà un bellissimo momento, però proteggiamoci, stiamo molto attenti e non esitare a chiedere supporto, soccorso o aiuto.
Come sarà garantita l’accessibilità e l’inclusione dei disabili?
Il tema ci accompagna sin da quando abbiamo iniziato a organizzare il Giubileo. Abbiamo un quadro piuttosto preciso del numero e della tipologia dei partecipanti con disabilità. La loro assistenza, durante la settimana romana, sarà integrata nelle attività del gruppo con cui arriveranno. A Tor Vergata ci sono due possibilità: il disabile, per propria scelta o su indicazione di chi lo accompagna, potrà essere accolto in un’area dedicata, situata nei pressi del palco del Papa. In alternativa, potrà rimanere con il proprio gruppo e sarà aiutato ad accedere e a trovare posto nello spazio assegnato.
I funerali di Papa Francesco sono stati una sorta di “prova generale”. Quanto è importante “fare rete” tra istituzioni?
È fondamentale. I funerali di Papa Francesco hanno dimostrato che Roma è in grado di gestire eventi straordinari e improvvisi. La collaborazione ha funzionato in modo eccellente. È stato un esempio concreto che ha fatto scuola: il cosiddetto “modello Giubileo”, un sistema organizzativo complesso che mette in sinergia più funzioni della pubblica amministrazione.
Il Giubileo sta cambiando palesemente l’immagine di Roma: oltre alle grandi opere quale segno lascerà?
Proprio l’esempio di come la collaborazione fra istituzioni riesce a far sì che grandi eventi siano gestiti in maniera impeccabile.
In che modo la sua esperienza in Protezione Civile la sta aiutando nel coordinamento del Giubileo? E, quando a gennaio si chiuderanno le Porte Sante, cosa le resterà di questa esperienza umanamente e professionalmente?
Chi lavora in Protezione Civile è abituato a guardare alle situazioni in cui interviene disegnando diversi scenari. Si parte da quello peggiore per prepararsi a ogni evenienza. Il Giubileo mi lascerà la soddisfazione di aver partecipato a un evento storico. È stato, ed è tuttora, un percorso difficile, ma per me è stato un onore. Lo è stato salutare Papa Francesco, lo sarà incontrare Papa Leone XIV.
15 luglio 2025

