Missionari Comboniani: un ciclo di conferenze sull’Islam

Si terrà alla Curia generalizia di Roma a partire dal 16 febbraio. Padre Mariano Tibaldo: «Cercheremo di comprendere una realtà complessa»

Si terrà alla Curia generalizia di Roma a partire dal 16 febbraio. Padre Mariano Tibaldo: «Cercheremo di comprendere una realtà complessa»

«Non c’è un solo Islam. La realtà che compone questa religione è estremamente complessa e variegata». Allontanarsi dalla tentazione di semplificare e cercare di capire, in maniera approfondita, ciò che ruota attorno alla fede professata da 1.6 miliardi di perone nel mondo. È questo lo scopo dichiarato dal missionario comboniano Mariano Tibaldo, uno degli organizzatori del ciclo di conferenze “L’Islam e la sfida al dialogo” che avrà inizio martedì 16 alle 20.30 alla Curia generalizia di via Luigi Lilio, 80.

È ormai il terzo anno che i Missionari Comboniani della casa generalizia di Roma organizzano cicli di conferenze durante il periodo quaresimale. Il primo ciclo, nel 2014, ha avuto come tema “L’immigrazione oggi in Italia e in Europa”. “La famiglia e le periferie esistenziali” è stato invece l’argomento affrontato nel 2015. Il tema di quest’anno «è molto attuale, considerando la grande presenza islamica in Europa. Il primo tema di approfondimento – dice padre Mariano – verterà sul Califfato e sul suo ruolo storico. Cercheremo di interrogarci sulla capacità dell’islam di vivere senza una dimensione politica».

Al primo appuntamento interverrà Adnane Mokrani, docente alla Gregoriana e al Pontificio Istituto di Studi Arabi e di Islamistica. Martedì primo marzo il secondo incontro “L’Isis e la sua versione del Califfato: origini e caratteristiche”, con Chiara Pellegrino della Rivista Oasis. Mentre il 15 marzo, incontro con il missionario comboniano Miguel Angel Ayuso, segretario del Pontificio consiglio per il Dialogo interreligioso, dal titolo “Che cosa l’Islam rimprovera all’Occidente?”.

«Domande che vorrebbero aiutarci a capire una realtà sconosciuta ai più – aggiunge padre Mariano – attraverso uno sforzo teso a superare semplici reazioni emotive che non aiutano a comprendere un Islam che sta ponendo grandi domande all’Occidente apparentemente sazio ma anche stanco e confuso».

 

11 febbraio 2016