Morte di Claudio Ercoli, Reina: «Il suo sacrificio, monito per la sicurezza sul lavoro»
Il vicario del Papa esprime «vicinanza e preghiera» ai familiari dell’ispettore Eni morto per le ustioni riportate nell’esplosione del distributore di carburante di via dei Gordiani, il 4 luglio
«Vicinanza e preghiera», da parte del cardinale vicario Baldo Reina, ai familiari di Claudio Ercoli, l’ispettore Eni deceduto questa mattina, 9 luglio, per le ustioni riportate nell’esplosione di venerdì scorso, 7 luglio, al distributore di carburante di via dei Gordiani. La notizia è stata diffusa dalla Asl Roma 2: Ercoli infatti era ricoverato all’Ospedale Sant’Eugenio, dove «l’equipe medica e chirurgica – riferiscono in una nota – ha messo in atto ogni possibile trattamento intensivo e specialistico, ma le condizioni cliniche del paziente sono progressivamente peggiorate, fino al decesso, causato dalla gravità delle lesioni riportate».
Nelle parole di Reina anche l’auspicio che «il sacrificio di Claudio rappresenti un monito per la sicurezza nei luoghi di lavoro, l’attenzione all’ambiente e la difesa della vita nella nostra città». Lo stesso cardinale domenica scorsa, 6 luglio, si era recato in visita all’agente di polizia Francesco D’Onofrio e al viceispettore di Polizia Marco Neri, rimasti coinvolti nell’esplosione del 4 luglio, ricoverati al Policlinico Umberto, per i quali nella giornata di oggi è in programma l’intervento chirurgico per ricostruire le parti del corpo rimaste ustionate.
9 luglio 2025

