Morto il nunzio apostolico in Ue Aldo Giordano

67 anni, sacerdote dal ’79, si era ammalato di Covid a settembre. Era stato segretario Ccee e nunzio in Venezuela. Le condoglianze di Sassoli (Europarlamento)

Si era ammalato di Covid nel mese di settembre, monsignor Aldo Giordano. Da ottobre era ricoverato in rianimazione ma le sue condizioni di salute si erano progressivamente aggravate. È morto così ieri, 2 dicembre, a Lovanio, assistito fino alle fine dai suoi familiari, monsignor Aldo Giordano, dal maggio scorso nunzio apostolico della Santa Sede presso l’Unione europea. Cuneese di origine, 67 anni, sacerdote dal 1979, era già stato per 7 anni nunzio in Venezuela.

Formatosi prima alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano e poi alla Gregoriana, a Roma, dove aveva conseguito la licenza in Filosofia, dal 1982 al 1996 Giordano era stato professore di Filosofia allo Studio teologico interdiocesano e alla Scuola superiore di Scienze religiose di Fossano. Nel 1995 era stato nominato segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e si era trasferito nella sede del segretariato a San Gallo, in Svizzera. Qui, ponendosi come interlocutore chiave co le Conferenze episcopali d’Euoropa, aveva portato la sua dedizione nel costruire una Chiesa “di respiro europeo”, con una spiccata propensione all’ecumenismo, ed era stato tra i promotori di Sir Europa, per una comunicazione ecclesiale europea che egli stesso riteneva necessaria nel quadro dell’integrazione politica e sociale Ue. Nel 2008 era stato nominato osservatore permanente della Santa Sede al Consiglio d’Europa di Strasburgo. Nel 2013 Papa Francesco lo aveva voluto nunzio apostolico in Venezuela nella sede di Caracas, ed era stato ordinato vescovo nel dicembre dello stesso anno. Infine, l’ultima destinazione: Bruxelles, dove si era trasferito in estate.

«Le mie più sentite condoglianze per la scomparsa di monsignor Aldo Giordano, nunzio apostolico della Santa Sede presso l’Unione europea a Bruxelles». Sono le parole del presidente del Parlamento europeo David Sassoli, tra i primi a ricordare il nunzio scomparso. «I miei pensieri – aggiunge – sono rivolti alla sua famiglia e ai suoi cari».

3 dicembre 2021