Ha fatto il suo ingresso solenne nella basilica dell’Annunciazione, a Nazareth, domenica 16 ottobre, come amministratore apostolico del Patriarcato latino, monsignor Pierbattista Pizzaballa. E lo ha fatto portando nel cuore e nella preghiera la situazione di tutti i cristiani in Medio Oriente, invitando a non guardare solo «ai problemi e alle difficoltà, alle divisioni e alle tensioni che a volte sembrano sommergerci quotidianamente nei nostri rispettivi contesti di vita: familiare, sociale, politico e anche ecclesiale. Alziamo lo sguardo a Cristo – ha detto -, lasciamo che lui illumini le nostre scelte e le nostre azioni, che cambi il nostro modo di stare nella vita di questo mondo a volte così ostile».

Nelle parole di Pizzaballa, l’esortazione a seguire «la lezione» che viene da Nazareth. «Se cominciamo dai problemi – le sue parole -, non usciremo mai dallo sconforto; se ci affidiamo a Cristo, sapremo costruire una comunità solida». Occorre «avere fiducia che anche in questo nostro mondo, in questa nostra realtà sia possibile costruire insieme qualcosa di bello e positivo, stando nella volontà di Dio e nella piena disponibilità al suo progetto».

Ribadendo la sua disponibilità a mettersi al «servizio completo e senza riserve di questa comunità ecclesiale», l’amministratore apostolico ha esortato i fedeli «alla preghiera costante, a stare dentro la relazione con il Signore, a vivere l’attesa della sua venuta con fede, certi e sicuri della sua presenza e del suo intervento nella storia. E Nazareth è un esempio concreto di come questo sia possibile». Proprio per questo, «venendo qui a Nazareth – ha concluso – noi desideriamo consegnare nelle mani di Dio la nostra vita e la nostra storia, quella delle nostre famiglie e soprattutto della nostra comunità ecclesiale. È da Nazareth che dobbiamo ricominciare».

18 ottobre 2016