Nella basilica lateranense, “Le sette parole di Cristo in croce”

In vista della Pasqua, la proposta di «una riflessione sull’amore di Dio». Meditazioni di don Fabio Rosini e musiche di Haydn per un ensemble di archi diretto da Renata Russo

All’inizio della Settimana Santa la basilica di San Giovanni in Laterano ospita una meditazione di don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio diocesano per le vocazioni, su “Le sette parole di Cristo in croce”, con musiche di Franz Joseph Haydn. Appuntamento questa sera, 25 marzo, alle 19.30. L’evento è organizzato da Ruggiero Sfregola, concertino dei primi violini dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e vedrà la partecipazione di un ensemble di archi di 44 elementi diretto da Renata Russo, maestro collaboratore del Teatro dell’Opera di Roma. La musica di Haydn, nella versione per quartetto d’archi rivisitata da Sfregola, sarà eseguita da professori dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, del Teatro San Carlo di Napoli, del Teatro dell’Opera di Roma, e da docenti del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, allievi del Conservatorio e membri dell’Orchestra Giovanile Fontane di Roma e della Roma Vocal Ensemble.

«Da sempre la pietà cristiana ha cercato di vivere la Settimana Santa in maniera più intensa», afferma don Rosini, ricordando che la meditazione fu commissionata ad Haydn nel 1786 dal vescovo di Cadice (Spagna) che il Venerdì Santo, nella cattedrale immersa nell’oscurità, recitava in latino le ultime parole di Gesù. Don Rosini riflette sul fatto che le ultime parole di una persona in fin di vita «sono sempre importanti perché rappresentano il suo testamento». Un lascito che non si ha in caso di «eutanasia con le persone che muoiono senza sofferenza e in stato di totale mancanza di coscienza. Pensiamo se Gesù non avesse detto queste parole – prosegue – . Pensiamo al cristianesimo senza questo testamento, sarebbe profondamente incompleto. Dentro le pieghe di queste parole ci sono grandi tesori».

Don Rosini si sofferma quindi sulla sesta, «È compiuto», tratta dal Vangelo di Giovanni. «Non è da intendere nel senso che tutto è finito – sottolinea -, è un grido di vittoria. Cristo morendo esulta perché ha compiuto l’opera che il Padre gli ha affidato, ha compiuto la manifestazione completa dell’amore di Dio. È una meditazione sull’amore di Dio, sulla natura filiale di Gesù, sulla sofferenza umana. Queste parole hanno il potere nel nostro cuore di accogliere l’esultazione di Cristo che muore per ognuno di noi».

Passando all’aspetto musicale, Sfregola spiega che la melodia «è stata scritta partendo dal testo. Ogni brano ha una tonalità e si tratta di una musica messa al servizio dei fedeli per aiutarli a pregare in base alle parole pronunciate da Gesù. La particolarità sta nell’utilizzo di alcune parti dell’oratorio di Haydn per orchestra sinfonica, adattate per un ensemble d’archi e arricchite da un coro che introdurrà le parole di Cristo in latino».

L’ingresso all’evento è gratuito e gli stessi musicisti si esibiranno gratuitamente.

25 marzo 2024