Nicaragua: annunciato dal regime il ritiro dalla Fao
Ordinata la chiusura degli uffici dell’agenzia Onu, dopo la pubblicazione del rapporto che denuncia che circa il 20% della popolazione – 1 persona su 5 – soffre la fame
Annunciato ieri, 4 febbraio, dal regime di Daniel Ortega e Rosario Murillo il ritiro del Nicaragua dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao). Non solo: il regime ha anche ordinato alla rappresentanza dell’agenzia Onu a Managua di chiudere i propri uffici e lasciare il Paese.
I provvedimenti arrivano a pochi giorni dalla pubblicazione del rapporto Fao che rivela che un milione e 400mila nicaraguensi, pari a circa il 20% della popolazione (19,6%, per la precisione), soffrono la fame. Più o meno 1 persona su 5. Un livello che pone il Nicaragua al secondo posto in America Centrale, dopo l’Honduras (20,4% della popolazione). Secondo il governo, si tratta di «informazioni false», non autorizzate e non comprovate.
«L’atteggiamento della Fao è inaccettabile, inammissibile e irrispettoso – si legge nella lettera inviata al direttore generale della Fao Qu Dongyu e presentata a Roma dall’ambasciatrice presso la sede centrale di Roma, Monica Robelo -. Di conseguenza, comunichiamo il ritiro del Nicaragua da questa organizzazione e chiediamo l’immediata chiusura della sua rappresentanza e dei suoi uffici in Nicaragua».
La Fao è accusata di «ingerenza» e di non aver consultato alcun organismo di governo nella stesura del rapporto, che secondo Managua sarebbe stato pubblicato «in modo malizioso e per scopi politici», con informazioni e dati «che non sono stati né autorizzati, né confrontati con le nostre istituzioni, né convalidati». Nel rapporto, il Nicaragua è uno dei 36 Paesi o territori «classificati come Paesi in situazione di crisi alimentare prolungata», assieme ad Haiti, Honduras e Guatemala, per quanto riguarda l’area di America Latina e Caraibi.
5 febbraio 2025

