Nuovo suicidio in carcere a Regina Coeli
Un ragazzo romeno di 23 anni si è impiccato nel bagno della sua cella. Con lui, salgono a 5 i detenuti che si sono tolti la vita nei primi 8 giorni dell’anno. A loro si aggiunge un operatore
«23 anni, romeno, arrestato ai primi di dicembre scorso per rapina e altri reati contro il patrimonio, si è impiccato ieri sera, 8 gennaio, verso le 22 nel bagno della sua cella al secondo piano della seconda sezione del carcere romano di Regina Coeli. Sono così già cinque i detenuti, più un operatore, che nei primi 8 giorni dell’anno si sono tolti la vita. La carneficina a cui, nostro malgrado, abbiamo assistito nel 2024, anno in cui è stata raggiunta la cifra record di 89 reclusi e 7 agenti suicidatisi, continua irrefrenabile, vista anche la sostanziale inerzia del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del governo Meloni».
A parlare è Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria, che denuncia anche il sovraffollamento degli istituti di pena. «Sono 1.060 i detenuti letteralmente ammassati a Regina Coeli a fronte di 566 posti disponibili – riferisce -, mentre appena 340 sono gli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria assegnati, quando ne sarebbero necessari almeno 709 e senza tener conto del sovraffollamento. Una situazione che è da tempo ingovernabile e che meriterebbe interventi celeri e concreti da parte dell’esecutivo». Del resto, aggiunge, anche «a livello nazionale, con oltre 62mila detenuti presenti a fronte di 46.679 posti, il sovraffollamento è ormai prossimo a raggiungere, superandola, quota 16mila. Per converso, gli organici del corpo di polizia penitenziaria continuano a depauperarsi anno per anno, mancando al fabbisogno più di 18mila agent».
Per De Fazio, in queste condizioni «è palese che non si possa neanche pensare a concreti processi organizzativi, ma ci si rabbatti giorno per giorno mirando alla “sopravvivenza”, senza peraltro riuscire sempre a salvaguardala, come in questi casi. Parlare di articolo 27 della Costituzione e di rieducazione è esercizio di mera retorica – rimarca -. Servono subito misure deflattive della densità detentiva, vanno compiutamente potenziati gli organici della polizia penitenziaria e delle altre figure professionali, è necessario assicurare l’assistenza sanitaria e vanno avviate riforme complessive dell’esecuzione penale. Il 2025 è cominciato malissimo», conclude.
9 gennaio 2025

