Ogni anno nel mondo sprecato quasi un miliardo di tonnellate di cibo
L’analisi di Coldiretti su dati Onu, al G20 di Firenze. Nelle case private si butta circa l’11% del cibo acquistato. Il Paese più “sprecone”: l’Arabia Saudita
C’è lo spreco alimentare tra i grandi temi al centro del G20 dell’agricoltura, dal 16 al 18 settembre a Firenze. A inaugurarlo, l’intervento introduttivo del ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli. In piazza Santa Croce, quindi, i trucchi dei tutor della spesa per ridurre il cibo buttato a tavola anche con le scelte giuste nel carrello, gli ingegnosi piatti cucinati in diretta degli agrichef per recuperare gli avanzi fino alla preparazione “live” delle conserve, con il recupero di un rito contadino che torna nelle case, favorito proprio dall’emergenza Covid.
Stando a un’analisi della Coldiretti su dati Onu, «ogni anno nel mondo viene sprecato quasi un miliardo di tonnellate di cibo, pari al 17% di tutto quello prodotto, con un impatto devastante sull’ambiente e sul clima, oltre che su un’economia già duramente colpita dall’emergenza Covid». In testa alla classifica degli sprechi, le abitazioni private, «dove si butta mediamente circa l’11% del cibo acquistato mentre mense e rivenditori ne gettano rispettivamente il 5% e il 2%». Un paradosso, spiegano, «se si considera che sono 2,37 miliardi le persone che non hanno avuto accesso a un’alimentazione sana nel 2020, in aumento di quasi 320 milioni in un anno». Non solo: il fenomeno «determina anche effetti dirompenti sull’economia, sulla sostenibilità e sul piano ambientale per l’impatto negativo sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti. Si stima, infatti, che le emissioni associate allo spreco alimentare rappresentino l’8-10% del totale dei gas serra».
Nelle case italiane, riferiscono da Coldiretti sulla base del rapporto Onu, «si gettano mediamente ogni anno circa 67 kg di cibo all’anno per abitante, per un totale di oltre 4 milioni di tonnellate». Cifra, questa, che colloca l’Italia al 12° posto della classifica degli “spreconi” tra i Paesi del G20. In testa, «gli sceicchi dell’Arabia Saudita con 105 kg di prodotti alimentari che finiscono nella spazzatura, davanti ad Australia con 102 chili e Messico con 94 chili». Stando ai dati riportati, «i più virtuosi sono russi (appena 33 chili di cibo buttato), sudafricani (40 chili) e indiani (50 chili)». Se si considerano solo le nazioni dell’Unione europea, «emerge che i cittadini del Belpaese sono più responsabili dei cugini francesi, che in un anno gettano alimentari per 85 chili a testa, e tedeschi (75 kg) mentre gli inglesi appena usciti sono a quota 77 kg».
Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini parla di «un problema drammatico dal punto di vista etico oltre che economico, contro il quale Coldiretti è impegnata da anni in un’opera di sensibilizzazione dei consumatori attraverso il progetto dei mercati di Campagna Amica per il contenimento degli sprechi, con la più grande rete delle fattorie e dei mercati a chilometri zero che riduce le distanze e i tempi di trasporto e garantisce maggiore freschezza e tempi più lunghi di conservazione degli alimenti».
17 settembre 2021

