Ong e salvataggi in mare. Save the Children: «Emergano prove»

Continuano le polemiche, dopo le dichiarazioni del Pm di Catania Zuccaro. Emergency: «Polemiche ignobili. Ignorate le ragioni delle migrazioni»

Continuano le polemiche, dopo le dichiarazioni del Pm di Catania Carmelo Zuccaro. Emergency: «Polemiche ignobili. Ignorate le ragioni delle migrazioni»

«A mio avviso alcune ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga». Ai microfoni di Agorà (Rai Tre), mercoledì 27 aprile, il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro non retrocede di un passo dalle posizioni che hanno innescato la polemica sui salvataggi in mare da parte delle organizzazioni non governative, negli ultimi giorni. Anzi. «Forse – aggiunge – la cosa potrebbe essere ancora più inquietante. Si perseguono da parte di alcuni ong finalità diverse: destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi». Alla domanda sui possibili allarmismi poi Zuccaro risponde: «Se l’informazione è corretta questo corto circuito non si può creare se non per effetto di persone che vogliono creare confusione».

Non ci sta il direttore generale di Save the Children Valerio Neri, che replica: «Se ci sono prove rispetto alle gravissime accuse nelle operazioni o nelle fonti di finanziamento delle ong che operano nel Mediterraneo nella ricerca e soccorso in mare dei migranti, chiediamo che emergano quanto prima. Fino a quando non saranno definite eventuali responsabilità – prosegue -, continuare a generalizzare non solo non è utile a fare chiarezza ma contribuisce a creare un generale clima di sfiducia di cui rischiano di farne le spese bambini, donne e uomini in fuga». Save the Children, rivendica Neri, «è al di sopra di ogni sospetto, come affermato dalla stessa Procura di Catania. La nave Vos Hestia opera nella piena legalità e le fonti di finanziamento dell’organizzazione sono totalmente trasparenti, ma vogliamo ancora una volta ribadire e respingere con forza ogni accusa, seppure generalizzata, della benché minima connessione con i trafficanti». Il lavoro delle ong nelle operazioni di salvataggio «è stato prezioso e continua ad esserlo. Per questo motivo è ancor più importante fare presto e accertare, se ci sono, irregolarità, facendo chiarezza e consentendo così alle persone impegnate nelle operazioni di continuare a lavorare nelle migliori condizioni possibili».

Anche da Emergency parlano di polemiche «ignobili», soprattutto «perché vengono dal mondo della politica – si legge in una nota -, che per primo dovrebbe sentire la responsabilità di affrontare la questione delle migrazioni in modo sistematico, aprendo possibilità sicure di accesso all’Europa, invece che costringere migliaia di persone a mettere a rischio la propria vita per attraversare il Mediterraneo». Ancora, sono «ignobili» perché «colpevolizzano alcuni tra i soggetti che stanno cercando di dare il loro aiuto nella più grande tragedia che l’Europa si è trovata ad affrontare dal dopoguerra e che, peraltro, lo fanno in strettissima collaborazione con lo Stato italiano, la Marina e il ministero dell’Interno. Sono ignobili – prosegue la nota – perché ignorano l’urgenza e il dovere morale di salvare delle vite in pericolo prima di aprire qualsiasi dibattito sui modi e sugli strumenti di accoglienza». Lo ricordano i numeri: lo scorso anno 5.098 persone sono morte in mare; dall’inizio di quest’anno anno, 1.092. Soprattutto, dichiarano da Emergency, sono polemiche ignobili «perché non si pongono la domanda essenziale: perché queste persone fuggono dai loro Paesi e sono disposte a mettere a rischio la loro stessa vita per arrivare in Europa? Se guardiamo i Paesi di provenienza di chi cerca rifugio in Europa, non possiamo nasconderci dietro nessuna ideologia. Siria, Afghanistan, Nigeria, Iraq, Eritrea sono i primi 5: tutti Paesi dove la popolazione è oppressa dalla guerra, dalla povertà o dal rischio di essere perseguitata». La conclusione che arriva da Emergency è netta: «Fino a che non ci si assumerà la responsabilità di quello che spinge i migranti a fuggire non si potrà mai affrontare in modo efficace la gestione del flusso di migranti e rifugiati che vedono nell’Europa l’unica possibilità di salvezza e che invece continuiamo a ignorare».

28 aprile 2017