“Operazione pane” raddoppia nella Capitale

Anche la mensa di Opere Antoniane entra nella rete delle mense francescane che aderiscono alla campagna. Oltre 500 le persone aiutate nel 2021

Un pasto caldo. Inizia da qui il cammino di accoglienza, ascolto e accompagnamento che Antoniano onlus, con “Operazione pane”,  offre a persone e famiglie in difficoltà, con l’obiettivo finale del reinserimento sociale e lavorativo. Una campagna che guarda all’emergenza sociale scaturita dalla pandemia di coronavirus, che ha fatto precipitare milioni di famiglie in stato di povertà – i “nuovi poveri”, il 57% dei quali è composto da bambini e ragazzi -, senza dimenticare quanti già vivevano nel disagio.  E che nella Capitale quest’anno “raddoppia”: oltre al Convento San Francesco a Ripa, anche la mensa dell’associazione Opere Antoniane entra a far parte della rete delle realtà francescane aderenti all’iniziativa.

Oltre 500 le persone che nel corso del 2021 hanno chiesto aiuto e sostegno alla mensa dell’associazione. Oltre 3mila i pasti offerti ogni mese. Ma l’aiuto non passa solo attraverso la mensa: la struttura infatti si prende cura delle persone in difficoltà anche attraverso un servizio medico e un servizio docce. Avviato anche un laboratorio di teatro per ospiti della mensa, volontari e persone esterne, «per abbattere barriere e avviare percorsi di reciproca accoglienza», spiegano. Parallelamente, il Convento San Francesco a Ripa accoglie persone povere, senza famiglia e senza fissa offrendo, oltre all’alloggio e ai pasti, anche percorsi mirati di formazione e affiancamento nella ricerca di lavoro.

Allargando lo sguardo al livello nazionale, nel 2021 le famiglie aiutate dalle 17 realtà francescane italiane del progetto “Operazione Pane” dell’Antoniano sono aumentate del 68%. Il dato ha registrato una crescita costante dal 2019 a oggi: nel 2019 le famiglie sostenute erano 778, nel 2020 sono salite a 1.210 e nel 2021 sono già 1.309. Tra le quasi 10mila persone sostenute dalla campagna nel 2021 si contano 1000 mamme e 800 papà, per un totale di 1.309 nuclei familiari dove vivono quasi 1.500 bambini. L’impegno delle realtà francescane e dei volontari si traduce in un aiuto concreto con oltre 36mila pasti e quasi 4mila ceste – +100% rispetto al 2019 – distribuite ogni mese. Ma i numeri sono «destinati a crescere allo scadere dello stato di emergenza con la diminuzione dei sostegni legati alla pandemia – avverte il direttore dell’Antoniano frate Giampaolo Cavalli -. Bisogna intervenire subito per aiutare queste persone ed evitare che precipitino nella disperazione. Vedo ogni giorno, alle nostre porte, mamme e papà che ci chiedono aiuto per garantire un pasto caldo e un po’ di serenità ai loro bambini. Noi per loro ci siamo e continueremo ad esserci – assicura – ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti per non lasciare indietro nessuno».

Fino al 19 dicembre, dunque, sarà possibile contribuire alla campagna con un sms solidale – o una telefonata da rete fissa – al numero 45588. È possibile donare anche direttamente online, sul sito del progetto. L’iniziativa poi – sostenuta da Rai per il Sociale – è il cuore pulsante dello “Zecchino d’Oro” e ha nel Coro dell’Antoniano il suo primo portavoce. «Lo Zecchino d’Oro – che torna quest’anno in diretta su Rai Uno per tre pomeriggi dal 3 al 5 dicembre – nasce, infatti, per diffondere i valori di pace, fraternità e speranza attraverso la musica e il canto dei bambini ed è da sempre legato al sostegno di questa iniziativa solidale in favore delle persone accolte dalle realtà francescane», ricordano i frati. I fondi raccolti andranno a beneficio delle realtà francescane italiane impegnate ogni giorno sul campo: oltre alle due di Roma, quelle di Palermo, Catanzaro, La Spezia, Genova, Torino, Verona, Bologna, Pavia, Monza, Milano, Lonigo, Voghera, Baccanello, Bari, Castellamare di Stabia, Parma. Non solo: il progetto solidale sostiene anche una realtà francescana ad Aleppo, in Siria, che, distribuendo 450 pasti al giorno, aiuta 2.300 famiglie, con 5mila bambini.

Rispetto, solidarietà, condivisione e fraternità. Questi i valori guida di Antoniano, fondato nel 1954, quando i Frati  Minori del Convento di Sant’Antonio di Bologna hanno posto le basi per una sfida: portare l’esperienza quotidiana e concreta del Vangelo in mezzo alla gente, sull’esempio di Francesco d’Assisi.  Le iniziative originarie – la mensa per i poveri, l’Accademia d’Arte Drammatica, il cinema-teatro – negli anni ’60 sono state affiancate da attività del tutto inedite: le produzioni televisive e discografiche. Tra queste, lo Zecchino d’Oro, destinato a diventare un attesissimo appuntamento annuale, una chiave dell’immaginario, un tassello importante nella storia della televisione italiana. Nel corso degli anni poi sono nate nuove realtà, come il Centro terapeutico Antoniano per i bambini disabili, e sono stati attivati nuovi progetti in favore dell’infanzia e di chi vive in situazione di emergenza e bisogno. Il punto d’origine da cui tutto nasce, ricordano i frati, è il sogno di un giovane francescano, padre Ernesto, in un lager della seconda guerra mondiale: «Servire i poveri come in un ristorante» e mettere a frutto il talento dei giovani. «Una promessa per l’avvenire da nutrire con tenacia e realizzare con perseveranza».

25 novembre 2021