Paolo VI: rispondere alla complessità del mondo con la dottrina cristiana

Ai Musei Capitolini l’incontro dedicato a Papa Montini. Il cardinale Giovanni Battista Re: «Durante la guerra si prodigò nella carità per i prigionieri di guerra e gli ebrei alloggiati e protetti nei conventi»

È stato il primo Papa a viaggiare in aereo, il primo a visitare tutti e cinque i continenti per un totale di 18 Paesi, un viaggio apostolico, tre visite apostoliche, sei pellegrinaggi fuori dall’Italia. Paolo VI  fu quindi il primo pontefice ad inginocchiarsi non appena atterrato a destinazione, posando le labbra sul suolo in segno di affetto per il popolo che andava ad incontrare. Da qui il titolo del convegno dedicato a Montini, “Il Papa che baciò la terra”, organizzato dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura e che ha avuto luogo ieri sera, 24 ottobre, nella Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini, in Campidoglio.

Ad aprire i lavori, il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i vescovi, che attraverso ricordi personali ha ricostruito il periodo in cui Montini fu impegnato presso la Segreteria di Stato in Vaticano dal 1924 al 1954. «Nei suoi sogni e progetti non vi era l’ipotesi di entrare nel servizio diplomatico – ha chiosato il porporato -: aveva scelto di studiare lettere e filosofia e si era iscritto all’Università La Sapienza qui a Roma» eppure quell’incarico che «non sentiva affatto congeniale e non corrispondeva alle sue inclinazioni gli diede, unitamente agli 8 anni di vita pastorale a Milano come arcivescovo, esperienza e autorevolezza grandi che gli permisero poi di essere il timoniere del Concilio Vaticano II e di iniziarne l’attuazione con saggezza, dolcezza  fermezza contro venti e maree».

Il cardinale Re ha ricordato in particolar modo i primi 10 anni di Montini in Segreteria di Stato, affiancati da una stagione come assistente nazionale della Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci), «attività di educatore degli studenti in cui si profuse con passione». Ancora, il periodo bellico in cui era Sostituto della stessa Segreteria: «Accanto all’impegno di ufficio di aiutare Papa Pio XII nei suoi compiti e nelle relazioni diplomatiche, si prodigò nell’opera di carità per i prigionieri di guerra, i perseguitati politici e gli ebrei alloggiati e protetti nei conventi: un’opera grande e che è poco conosciuta».

Gli anni della prima parte del pontificato, con una speciale attenzione alla conduzione del Concilio Vaticano II, sono stati analizzati dall’arcivescovo Agostino Marchetto, nunzio apostolico e curatore di un testo che ricostruisce gli atti dell’adunanza ecumenica dal diario tenuto da monsignor Pericle Felici, segretario generale dei lavori conciliari. «Emerge primariamente la preoccupazione di Papa Montini di assolvere al suo ruolo e alla sua responsabilità in quanto successore di Pietro – ha spiegato il presule citando Felici -: “Se gli altri hanno la coscienza, anche Paolo VI ha la sua, e deve seguirla, per non compromettere la vera dottrina della Chiesa che in tutto lo schema non è sempre esposta con la dovuta limpidezza”».

La forte esigenza morale del pontefice ora santo di aderire alla dottrina «si sposa con la sua crescente coscienza della complessità del mondo moderno e questa intuizione – ha spiegato il sociologo Giuseppe De Rita concludendo i lavori – dice lo spessore culturale e intellettuale del Papa autore dell’enciclica sociale “Populorum progressio”, che osserva l’uomo del suo tempo e gli parla con chiarezza e concretezza». All’incontro ha partecipato anche Giancarlo Giorgetti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel Governo Conte, in rappresentanza dell’Esecutivo.

Il convegno è stata l’occasione per annunciare una mostra dedicata a Papa Montini che sarà intitolata “Paolo VI: il Papa degli artisti” e verrà inaugurata a Palazzo Braschi dal segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin, il prossimo 7 dicembre. L’esposizione, visitabile poi fino al 17 febbraio 2019, verrà curata dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura in collaborazione con l’Università telematica San Raffaele di Roma.

25 ottobre 2018