Papa al Gemelli: «Notte tranquilla. Situazione stabile, lieve miglioramento»

Le notizie della Santa Sede, in attesa del prossimo bollettino medico, nel 27° giorno di ricovero per una polmonite bilaterale. «Prudenzialmente», l’indicazione dei medici sulla permanenza in ospedale è ancora imprecisa: si parla di «ulteriori giorni»

«Il Papa ha trascorso una notte tranquilla». È la prima notizia di oggi, 12 marzo, a proposito del ricovero di Francesco al Policlinico Gemelli per una polmonite bilaterale, nella 27ª giornata di degenza, diffusa dalla Santa Sede. Previsto per questo pomeriggio il prossimo bollettino medico, ma già ieri sera la Sala stampa vaticana parla di «situazione stabile, con un  lieve miglioramento, all’interno di un quadro che resta complesso».

Continua, per il pontefice, la terapia farmacologica, così come la fisioterapia respiratoria e motoria. Segue gli esercizi spirituali della Curia romana in collegamento con l’Aula Paolo VI, dedicando del tempo alla preghiera. E sempre ieri, «nel pomeriggio ha usato la ventilazione con ossigenazione ad alti flussi, tramite le cannule nasali». Dal Vaticano spiegano anche che «i medici hanno tenuto la prognosi riservata finché la situazione era di instabilità, dovuta alle infezioni respiratorie. Raggiunta la stabilità, i medici si sentono di poter dire che il Papa non è in imminente pericolo di vita per quanto riguarda le infezioni contratte alle vie respiratorie, e dunque la prognosi è stata sciolta». Anche se, «prudenzialmente», i medici «hanno dato un’indicazione ancora imprecisa sulla sua permanenza in ospedale»: l’ultimo bollettino finora emesso parlava di «ulteriori giorni» di permanenza, senza specificare la durata. Ipotizzabile una Tac «per monitorare lo stadio della polmonite», ma si attendono indicazioni più puntuali nei prossimi giorni.

Riguardo alle indiscrezioni su possibili lavori a Casa Santa Marta o altrove, per poter ospitare il pontefice una volta uscito dal Gemelli, fonti vaticane puntualizzano che «il Papa viene dimesso perché può essere dimesso, non perché deve essere ospedalizzato. Tutto dipende, comunque, dalle conclusioni che i medici tireranno al momento dell’uscita». Ancora, sulla mancanza di foto relative alla degenza: «Quando sarà il momento opportuno, ci saranno immagini».

Ieri pomeriggio, intanto, al termine degli esercizi spirituali pomeridiani della Curia romana, in Aula Paolo VI, il cardinale Kurt Koch ha guidato la recita del Rosario per la salute di Francesco. «Anche la sofferenza per grave malattia è una grande sfida», ha detto introducendo la preghiera. E ha citato le parole di Gesù a Pietro, riportate nel Vangelo di Giovanni: «”In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi”. Come non riconoscere in quanto sta vivendo e patendo anche il nostro Santo Padre, quello che Gesù dice a Pietro?», si è chiesto il porporato. «Certo, le situazioni sono diverse, ma anche la sofferenza per grave malattia è una grande sfida – ha sottolineato -. Preghiamo il Signore perché conceda sempre la sua vicinanza al Santo Padre e chiediamo l’intercessione della Vergine Maria, madre della speranza, per la salute di Papa Francesco».

12 marzo 2025