Piano Mattei, Meloni: «Rispetto, responsabilità, visione»

La premier ha aperto il vertice a Villa Doria Pamhilj, rivendicando il «cambio di metodo nei rapporti tra Europa e Africa». L’obiettivo: «Offrire risposte concrete alle priorità delle nazioni africane»

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aperto questa mattina, 20 giugno, a Villa Doria Pamphilj, a Roma, il vertice internazionale dedicato al Piano Mattei per l’Africa, che copresiede insieme alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. «L’approccio che l’Italia ha messo in campo è chiaro: rispetto, responsabilità, visione. È un cambio di metodo nei rapporti tra Europa e Africa e io sono fiera che l’Italia abbia partecipato a imprimere questa visione», ha rivendicato.

Fin dall’inizio del lancio di questa strategia, ha spiegato la premier, «noi siamo stati consapevoli che per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che ci eravamo prefissati fosse necessario lavorare in sinergia con i partner internazionali a partire dalla Commissione europea e dall’Unione europea, che con il Global Gateway ha destinato all’Africa 150 miliardi di euro. Oggi – ha aggiunto – la nostra intenzione è quella di offrire risposte concrete alle priorità espresse dalle nazioni africane».

Elencando quindi alcune delle iniziative intraprese, Meloni ha sottolineato che «non si tratta di iniziative calate dall’alto, si tratta di progetti concreti che sono nati dal dialogo, che sono nati dalla volontà di creare sviluppo duraturo assieme ai nostri partner africani. A 18 mesi dal vertice Italia-Africa che avevamo organizzato a Roma in apertura della presidenza italiana del G7 – ha ricordato -, abbiamo costruito un percorso che ci porta oggi a risultati concreti e significativi». E ancora: «Oggi consolidiamo un modello che è partito dall’ascolto e si è tradotto in strumenti operativi, in risorse mobilitate, in nuove e concrete opportunità anche per le nostre imprese, incluse le piccole e medie imprese, perché crediamo che l’Africa sia un continente nel quale si gioca il nostro futuro, che rafforzare l’Africa significhi rafforzare anche l’Europa, costruire insieme le condizioni per una stabilità comune».

20 giugno 2025