Preghiera, pellegrinaggio e spettacolo per la festa dei santi Pietro e Paolo
Presentate le iniziative promosse da diocesi e Vaticano per la festa dei patroni della Capitale. Il vicegerente Reina: «Vorremmo che la città attingesse alla loro forza»
Una veglia di preghiera, un pellegrinaggio e uno spettacolo teatrale nel cuore della città. Una trilogia di eventi per celebrare la festa dei santi Pietro e Paolo. «Un’iniziativa che vuole restituire a Roma la sua vocazione all’universalità, un valore che deve essere esteso a tutta l’Italia». Così il cardinale Mauro Gambetti, vicario generale del Papa per la Città del Vaticano, ha presentato le iniziative promosse dalla diocesi di Roma e dalla Città del Vaticano, in collaborazione con il ministero della Cultura e il Comune di Roma e con Panathlon International per la festa dei santi patroni di Roma. «Vogliamo offrire a tutta la città l’opportunità di riscoprire e i valori e i significati della testimonianza dei santi», ha sottolineato il cardinale, intervenendo questa mattina, 19 giugno, alla conferenza stampa di presentazione moderata da padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali del Vicariato, nella Sala Poletti del Palazzo Lateranense. «È necessario guardare alle radici della nostra fede per evangelizzare, come ci insegna papa Francesco», ha sottolineato Albanese in apertura.
Si inizierà venerdì 28 giugno alle 21 con una veglia di preghiera nella basilica di San Pietro. Si proseguirà sabato 29 con “Quo Vadis”, un cammino- evento che tocca le tappe storiche della presenza dei due apostoli nell’Urbe. E infine, il 30 giugno, è in programma “Pietro e Paolo a Roma”, uno spettacolo teatrale di e con Michele La Ginestra, nell’atrio della basilica di San Pietro.
Sulla scia di quanto evidenziato da Gambetti, il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma, si è soffermato sulla necessità di radicarsi maggiormente nella spiritualità dei patroni di Roma. «Vorremmo fare in modo che questa città attingesse alla loro forza. Inoltre – ha aggiunto – le iniziative ci permettono di collegarci al tema del Giubileo. Pietro e Paolo, arrivando entrambi nell’Urbe, sono diventanti entrambi pellegrini di speranza. Oggi siamo qui perché abbiamo avuto due testimoni che hanno trasformato il seme del Vangelo in un grande albero». Il vescovo, infine, si è augurato che questa nuova tipologia di festeggiamenti possa diventare una tradizione e ha concluso richiamando l’invito di Francesco a pregare per la pace. «Durante il cammino vogliamo pregare per la pace del mondo».
Il desiderio di Reina è stato accolto da Massimo Osanna, il direttore generale Musei. «Mi auguro che sia una iniziativa che continui nei prossimi anni. Vorremmo inoltre che lo spettacolo teatrale possa venire ospitato in futuro dai Fori Imperiali». La camminata pellegrinaggio, ha spiegato Osanna, avrà come contesto anche il parco archeologico del Colosseo, con siti come il carcere Mamertino e la basilica di Santa Francesca Romana. «È molto bello riscoprire e restituire ai romani posti dimenticati e non meglio conosciuti. Il nostro compito è dare linguaggio a luoghi che non parlano, ma che hanno una biografia straordinaria».
Anche Miguel Gotor, assessore capitolino alla Cultura, ha sottolineato il valore dell’evento. «È molto importante in questa stagione giubilare che le istituzioni civili promuovano queste attività», ha detto, condividendo l’auspicio che i Fori Imperiali possano diventare in futuro il luogo dello spettacolo. Francesco Sortino, coordinatore del progetto “Quo Vadis”, ha spiegato invece più nel dettaglio il pellegrinaggio. «Ci saranno due itinerari che si uniranno e convergeranno insieme a San Pietro. Ai pellegrini verrà dato un passaporto dell’apostolo che verrà timbrato a ogni tappa e al termine del percorso verrà consegnata una pietruzza, come simbolo del cammino spirituale». Inoltre, ha precisato, ogni tappa sarà accompagnata dalla presenza di alcuni volontari che accoglieranno i pellegrini e offriranno informazioni culturali. Chi vorrà, potrà fermarsi anche a pregare.
Infine, l’intervento di Michele La Ginestra, che ha illustrato in breve lo spettacolo. «Abbiamo fatto in modo che i due santi si incontrassero. Vorremmo far comprendere come due persone così distanti siano riuscite a trasmettere lo stesso messaggio universale. Sarà una rappresentazione divertente e profonda allo stesso tempo».
19 giugno 2024

