Progetto Filippide: negato il diritto allo sport
Per la prima volta in 22 anni, non sono ripresi gli allentamenti per gli 80 ragazzi con gravi disabilità mentali che ne fanno parte: non è ancora partito il bando per l’affidamento al servizio. La protesta in Campidoglio
Avrebbero dovuto riprendere gli allenamenti al Foro Italico, allo stadio Tre Fontane, nel centro sportivo di Acqua Acetosa, ma per il momento gli 80 ragazzi con gravi disabilità mentali del Progetto Filippide, per la prima volta in 22 anni dalla nascita dell’associazione, non riprenderanno l’attività sportiva. Il bando per l’affidamento al servizio, scaduto il 30 settembre, non è ancora partito. Ieri pomeriggio, 1° ottobre, i ragazzi, il comitato dei genitori, i lavoratori, il direttivo sono tornati a manifestare in Campidoglio ma l’incontro tra alcuni consiglieri comunali, tra i quali la capogruppo del Pd Valeria Baglio, e una rappresentanza dei genitori si è concluso con un nulla di fatto. «Hanno confermato l’errore iniziale, il ritardo compiuto nella pubblicazione del bando – ha spiegato Antonio Amoroso, rappresentante dei genitori, uscendo dal palazzo Senatorio -. È stata proposta la proroga di un mese». Proroga comunicata il 30 settembre e che «non può essere presa in considerazione perché riporta costi non aggiornati», ha affermato il presidente dell’associazione Nicola Pintus.
Il Progetto Filippide dal 2002 porta avanti attività innovative per favorire l’inclusione dei ragazzi con disabilità mentale, soprattutto quelli con la sindrome di down e quelli affetti dal disturbo dello spettro autistico, consentendo loro di sviluppare le proprie attività artistiche e sportive. Riconosciuta a livello internazionale dalle Nazioni Unite, membro della Conferenza degli Stati parte della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, associazione benemerita del Comitato italiano paralimpico, Progetto Filippide oggi vede «negato il diritto allo sport per le persone con disabilità dai 3 ai 60 anni», rimarca Pintus. Ispirato al primo leggendario maratoneta della storia, l’ateniese Filippide, il Progetto allena, tra gli altri, le nuotatrici artistiche Arianna Sacripante e Selene Mirra e la campionessa italiana 100 ostacoli Camilla Ferlito. Ad agosto, Arianna e Selene hanno partecipato al Campionato mondiale di nuoto artistico inclusivo, rispettivamente in coppia con Giorgio Minisini e Micol Bovo, conquistando importanti medaglie.
Da gennaio una nuova legge stabilisce che le associazioni dilettantistiche versino i contributi previdenziali per i propri operatori. «Sollevammo subito la questione all’amministrazione chiedendo di intervenire economicamente ma la risposta fu negativa – continua Pintus -. Dopo vari incontri ci è stata fatta una proposta insostenibile e la proroga ci è stata comunicata tardi. Hanno disatteso un impegno preso il 10 settembre di fronte alle famiglie alle quali avevano garantito che il 1° ottobre sarebbe iniziata l’attività».
Mentre era in corso l’incontro tra genitori e consiglieri, i ragazzi hanno giocato zigzagando in un percorso a ostacoli e saltando delle barriere. «Lo sport migliora tanto la qualità della loro vita – sottolinea l’operatore Leonardo Novelli che segue i ragazzi da vent’anni -. Con il progetto si lavora sull’autonomia, sull’integrazione, sulla socializzazione». Dal megafono Amoroso urla che «la mancata partenza dell’attività sportiva ha ricadute gravissime sui ragazzi perché l’alternativa allo sport è l’utilizzo degli psicofarmaci».
2 ottobre 2024

