Quarta notte di bombe tra Iran e Israele
Secondo il ministero della Salute iraniano, dall’inizio delle ostilità, il 13 giugno, gli attacchi israeliani hanno causato 224 vittime. Da Tel Aviv invece il bilancio è di 24 morti e 592 feriti, di cui 10 gravi. I media di Teheran: attaccato il sito nucleare di Natanz
Quarta notte di esplosioni a Teheran, da dove il ministero della Salute fa la conta delle vittime dall’inizio delle ostilità con Israele, il 13 giugno: almeno 224 i morti; cifra che sale a 1.481 se si contano anche i feriti. La risposta dell’Iran: raid su Tel Aviv e Haif, dove in tutto sono morte 8 persone. Complessivamente, l’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu parla di 24 morti, da venerdì, e 592 feriti, di cui 10 in condizioni gravi, 36 in condizioni moderate e 546 con ferite minori. Aggiornata anche la conta dei missili lanciati fino a questa mattina su Israele: 370, di cui 30 hanno colpito direttamente.
L’Iran ha affermato di aver colpito «con successo» Israele, con una selva di missili lanciati su diverse città, promettendo attacchi «più devastanti» contro obiettivi israeliani vitali. A chiarirlo, una nota dell’esercito iraniano: «Una nuova ondata di attacchi da parte delle Guardie Rivoluzionarie ha permesso ai missili di colpire con successo ed efficacia obiettivi in Israele». Dall’altra parte del fronte, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che gli abitanti di Teheran «pagheranno il prezzo» per gli attacchi iraniani contro i civili israeliani. «Il vanaglorioso dittatore di Teheran – scrive sul suo canale Telegram – si è trasformato in un vile assassino, aprendo deliberatamente il fuoco sul fronte interno civile israeliano nel tentativo di dissuadere (l’esercito israeliano) dal continuare l’offensiva che sta paralizzando le sue capacità. Gli abitanti di Teheran pagheranno il prezzo, e presto», il monito.
Dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, intanto, è arrivato un forte appello all’unità nazionale, in un discorso al Parlamento. «Ogni differenza, questione e problema esistente deve essere messo da parte oggi e dobbiamo resistere contro questa aggressione genocida e criminale con unità e coerenza», le sue parole. Sua anche, come riferisce PressTv, la rivendicazione del «diritto di avere energia nucleare pacifica. Nessuno può togliere questo diritto alla nazione iraniana. In base alle politiche del leader della rivoluzione islamica, l’Iran non cerca armi nucleari», ha precisato, facendo riferimento alla fatwa della Guida suprema Ali Khamenei, che nel 2003 ha proibito l’uso e la produzione di armi di distruzione di massa.
Danneggiato da uno degli attacchi missilistici dell’Iran anche un edificio della sede diplomatica Usa a Tel Aviv. Ne dà notizia questa mattina, 16 giugno, su X l’ambasciatore Mike Huckabee. Si sono verificati «alcuni danni minori dovuti alle onde d’urto degli attacchi missilistici iraniani vicino a una filiale dell’ambasciata a Tel Aviv», scrive. Nessun ferito tra il personale statunitense. La sede rimarrà comunque chiusa in quanto le linee guida delle autorità israeliane di restare vicino ai rifugi restano «in vigore».
Anche la sede diplomatica di Mosca a Tel Aviv, rende nota l’agenzia russa Tass, ha subito danni a causa dell’onda d’urto di un’esplosione che ne ha infranto le vetrate e si sta valutando l’evacuazione dell’edificio. Nel frattempo, l’ambasciata ha invitato i cittadini russi a «lasciare Israele finché la situazione non si sarà normalizzata». Intercettato invece, riferisce l’esercito israeliano, un drone, inseguito per mezz’ora da un caccia dell’aeronautica, lanciato dall’Iran e penetrato da est nel territorio del Paese raggiungendo la pianura costiera e la città di Cesarea, dove si trova la residenza del premier Netanyahu.
Dall’Iran nel frattempo l’agenzia di stampa Tasnim informa che le forze israeliane hanno attaccato questa mattina il sito nucleare di Natanz, aggiungendo che le difese aeree del Paese hanno abbattuto i razzi nemici. Allo stesso tempo, le Guardie rivoluzionarie hanno reso noto di aver abbattuto due droni che attaccavano la città di Zanjan, nel nord del Paese. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha esortato intanto l’Agenzia internazionale per l’energia atomica a esprimere una «ferma condanna» degli attacchi di Israele ai siti nucleari iraniani, in occasione del vertice di emergenza previsto oggi. Gli attacchi alle infrastrutture nucleari infatti sono vietati dall’articolo 56 del protocollo aggiuntivo della Convenzione di Ginevra.
Secondo lo stesso portavoce, il Parlamento iraniano sta valutando una legge per uscire dal Trattato di non proliferazione nucleare. Teheran tuttavia continua a «opporsi all’uso di armi di distruzione di massa».
16 giugno 2025

