“Quartieri solidali”, ricetta contro la solitudine
L’iniziativa avviata dalla Caritas di Roma 11 anni fa, sostenuta dai fondi 8xmille, coinvolge 14 parrocchie e punta a una nuova forma di vicinanza agli anziani, rendendo protagoniste le comunità
Spot in tv e sul web, video e articoli nella campagna di comunicazione Cei 8xmille alla Chiesa cattolica: protagonisti anche i periodici diocesani come Romasette.it aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici). Oggi proponiamo un articolo sulle opere di carità sostenute nel territorio della diocesi di Roma grazie ai fondi 8xmille.
“Una telefonata allunga la vita” era il tormentone di un vecchio spot anni ’90. Oggi, in una società iper connessa, ma dove si è paradossalmente sempre più soli, una telefonata, una visita di un paio d’ore, la compagnia per piccole commissioni, possono fare davvero la differenza. In quest’ottica 11 anni fa la Caritas di Roma ha avviato “Quartieri solidali”, progetto che dà un significato nuovo al concetto di assistenza agli anziani, coinvolgendo le comunità. Finanziato con i fondi 8xmille alla Chiesa cattolica, è diventato un modello virtuoso «perché vede la partecipazione attiva degli abitanti del quartiere nella costruzione del progetto e delle attività» riflette Gianni Pizzuti, responsabile dell’area volontariato della Caritas di Roma.
Promosso in stretta sinergia con le parrocchie, il progetto «si fonda sull’idea che il benessere degli anziani possa essere migliorato attraverso piccoli gesti, ascolto attivo, attenzioni quotidiane», rimarca Pizzuti. Al momento le parrocchie coinvolte sono 14 in diversi settori della città, dal centro alla periferia. Con il tempo alcune realtà o hanno sospeso il progetto o lo portano avanti autonomamente in base alla creatività dei volontari, che possono essere parrocchiani o persone che si avvicinano alla parrocchia con il desiderio di mettere a disposizione il proprio tempo.
«Caritas promuove la formazione e la supervisione dei volontari – dice il referente dell’organismo diocesano -. I servizi variano: dall’assistenza domiciliare leggera nelle abitazioni degli anziani alle stanze di socializzazione che permettono agli over 65 di essere protagonisti attivi e di organizzare attività». È il caso della parrocchia di San Pio V all’Aurelio, nel settore Ovest. «L’idea nasce con l’intento di sconfiggere la solitudine che affligge molte persone nel quartiere – afferma il parroco don Donato Le Pera -. L’obiettivo è creare aggregazione». Il sacerdote aveva già sperimentato l’attività qualche anno fa quando era parroco a Santa Bernadette Soubirous a Colli Aniene e «si rivelò molto proficua». Tra le attività proposte, anche corsi per insegnare l’uso dei telefonini.
Facendo riferimento al tema della speranza che accompagna l’anno giubilare, don Donato osserva che in un tempo in cui «si tende a mettere da parte gli anziani perché percepiti come non produttivi, è fondamentale infondere speranza e far comprendere che invece possono dare tanto. Spesso vedono nel futuro solo acciacchi e malattie ma bisogna far loro capire che proprio per la loro età, esperienza e affidabilità possono essere una fonte di speranza per gli altri».
La stanza di socializzazione è stata inaugurata nel 2023. «È aperta ogni martedì mattina e conta 20 partecipanti, perlopiù donne – riferisce la referente Anna Iacono -. Le attività che vengono proposte sono principalmente laboratoriali e sono pensate per coinvolgere i partecipanti in base ai loro interessi. Lo scopo è stimolarli cognitivamente. Abbiamo inoltre notato che i partecipanti hanno un grande interesse per i dibattiti, amano raccontare esperienze personali, esprimere il proprio parere, confrontarsi».
In altre parrocchie “Quartieri solidali” è stato integrato con il progetto “Condomìni Solidali” che ha il duplice obiettivo di stimolare l’attenzione verso i vicini di casa che vivono situazioni difficili e recuperare il senso di prossimità che si è un po’ perso. «Ogni parrocchia – aggiunge Pizzuti – plasma il progetto in base ai bisogni del territorio. C’è anche chi offre servizi di accompagnamento per visite mediche, chi avvia progetti educativi intergenerazionali collaborando con gli studenti, chi organizza uscite culturali o campi dell’amicizia. «In alcuni casi i volontari sono over 65, il che mette in risalto l’anziano come risorsa», conclude Pizzuti.
La parrocchia San Carlo da Sezze, ad Acilia, nel settore Sud, ha avviato “Quartieri solidali” all’inizio dell’anno. «Possiamo definirla l’opera simbolo della parrocchia per il Giubileo – dichiara il parroco don Simone Giovannella -. È un’iniziativa che mette in luce le nuove povertà nascoste. Molti parrocchiani che vengono regolarmente a Messa non si erano accorti che nel nostro territorio ci fosse questa esigenza». Da tale consapevolezza il desiderio di «portare speranza uscendo dai consueti schemi della carità, come la distribuzione di pacchi alimentari, per creare una vera e propria prossimità con le persone – prosegue il sacerdote -. Molti hanno dato la propria disponibilità perché hanno capito che possono fare la differenza anche solo con un paio d’ore a settimana. È una forma di carità flessibile che si adatta alle esigenze di chi vuole aiutare».
Coordinatore del progetto in parrocchia è il diacono Basilio Mussolin, il quale reputa che «sia un bel modo di vivere la “chiesa in uscita” che Papa Francesco ha indicato come obiettivo. L’interesse è notevole, gli incontri di formazione hanno coinvolto circa quaranta persone. Ora, con una ventina di volontari, stiamo cominciando a seguire una decina di persone, che definiamo i nostri amici. Alcune sono coppie, altri single. Non si tratta solo di un servizio a favore di chi viene visitato, ma anche i volontari stanno ricevendo grande ricchezza da questo progetto. Trascorrono del tempo con loro, li accompagnano per piccole faccende. Una coppia di anziani ha stretto amicizia con una coppia di volontari e una sera sono andati anche a cena insieme».
16 luglio 2025

