Rallentare la Sla con l’elettroceutica: parte sperimentazione domiciliare

I ricercatori dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e dell’Istituto Auxologico Italiano di Milano collaboreranno per il progetto pilota

Si basa sull’elettroceutica la sperimentazione che ha l’obiettivo di rallentare la progressione della malattia per i pazienti affetti da Sla. A sviluppare il progetto pilota sono l’Università Campus Bio-Medico di Roma e l’Istituto Auxologico Italiano di Milano, grazie al sostegno della Fondazione Nicola Irti per le opere di carità e di cultura. La ricerca è stata presentata oggi, giovedì 27 giugno. La Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) è una patologia neurodegenerativa a progressione rapida e una prognosi infausta che coinvolge il primo e il secondo neurone di moto. Ad oggi, non esistono terapie in grado di modificare in modo significativo il decorso di malattia anche se la comunità scientifica è attivamente impegnata nella ricerca pre-clinica e clinica. Dal 2004, una serie di studi preliminari condotti da Vincenzo Di Lazzaro, direttore dell’unità operativa complessa di Neurologia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, suggerisce che è possibile rallentare significativamente la progressione della Sla utilizzando tecniche di stimolazione magnetica cerebrale non invasiva.

 Elemento innovativo della sperimentazione è l’applicazione della stimolazione elettroceutica non in ospedale ma al domicilio del paziente, per valutare l’efficacia di una stimolazione ripetuta e protratta. «Oggi – ha detto Di Lazzaro – abbiamo finalmente a disposizione una metodica di stimolazione che i pazienti possono utilizzare facilmente a casa loro tutti i giorni. La nostra speranza è che una stimolazione cerebrale transcranica prolungata possa avere una maggiore efficacia nel ridurre la progressione della Sla». La Sla, ha aggiunto Vincenzo Silani, ordinario di Neurologia all’Università degli Studi di Milano e direttore dell’unità operativa di Neurologia e del Laboratorio di ricerche di Neuroscienze dell’Istituto Auxologico Italiano «vive un momento molto speciale ed intenso perché il livello di conoscenza relativo alle basi patogenetiche della malattia si è incredibilmente arricchito negli ultimi anni con le nuove scoperte genetiche».

Per lo studio pilota saranno reclutati 40 pazienti affetti da Sla, di età compresa tra i 18 e i 75 anni, con un esordio di malattia da meno di 24 mesi e un’evidenza clinica di progressione rapida ma con una preservata funzione respiratoria. Successivamente saranno divisi in due gruppi, da 20 persone ciascuno: il primo verrà trattato con la stimolazione magnetica statica reale, il secondo con una stimolazione placebo. La sperimentazione durerà sei mesi e avverrà presso il domicilio del paziente. «Questa iniziativa è ulteriore testimonianza della proficua collaborazione, che può realizzarsi tra enti privati e strutture sanitarie, al fine di promuovere la ricerca e lo sviluppo delle terapie mediche» ha affermato Natalino Irti, presidente della Fondazione Nicola Irti per le opere di carità e di cultura. Presenti alla conferenza Felice Barela e Michele Colasanto rispettivamente presidente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e dell’istituto Auxologico.

27 giugno 2019