Regina Coeli attende la visita di Francesco

Il Papa celebrerà nella casa circondariale la Messa in Coena Domini con il rito della lavanda dei piedi a 12 detenuti. Il cappellano padre Vittorio Trani: «Vedo immensa felicità da parte di tutti»

Papa Francesco ha scelto il carcere di Regina Coeli per la celebrazione della Messa in Coena Domini, nel pomeriggio del 29 marzo, Giovedì Santo. La notizia è arrivata da pochi giorni, e subito l’attesa per questo evento si è fatta grande. Già dalla mattina presto nella casa circondariale fervono i preparativi che, spiega il cappellano padre Vittorio Trani, coinvolgeranno tutta la grande famiglia del penitenziario, dai funzionari ai detenuti: «Perché questo Papa rappresenta una figura di riferimento per ognuno di noi». Francescano, settantaquattro anni e da quaranta al servizio della popolazione carceraria, padre Vittorio tradisce un poco di emozione nel raccontare queste giornate che precedono l’evento. Sarà una visita privata, e ci sarà la celebrazione della Messa in Coena Domini, con il rito della lavanda dei piedi e l’incontro con i malati in infermeria.

Non è la prima volta che il pontefice trascorre così il Giovedì Santo: appena eletto era andato al carcere minorile di Casal del Marmo, nel 2014 invece aveva scelto il Centro Santa Maria della Provvidenza della Fondazione Don Gnocchi, poi tre anni fa Rebibbia, nel 2016 il Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto, infine lo scorso anno la casa di reclusione di Paliano, nel Frusinate. «Noi eravamo qui anche nel 2000, con la visita di Giovanni Paolo II – ricorda padre Trani – , ma questa è particolare proprio perché non ci saranno altri che le persone che vivono qua. Ci ritroveremo noi della famiglia di Regina Coeli con il Papa».

La visita di Francesco inizierà alle 16 e, prosegue padre Vittorio, «non ci sarà alcun aspetto al di fuori della normalità. Stiamo lavorando affinché possano partecipare più persone possibili. Ora infatti siamo impegnati nella sistemazione logistica, per fare in modo che sia la più funzionale possibile». Funzionale vuole anche dire estesa al maggior numero di persone, compresi coloro che non sono cristiani. Sono molti infatti i detenuti di fede musulmana ma il  pontefice è un punto di riferimento per chiunque. «Vedo un’immensa felicità da parte di tutti, e questo perché Papa Francesco è un grande uomo. È una figura positiva, apprezzata per l’attenzione con cui si rivolge da sempre verso gli ultimi e i derelitti».

Il senso di questa visita, nel cuore delle celebrazioni del mistero pasquale, va comunque «al di là della profondità di fede», prosegue il cappellano. La presenza di Francesco «sollecita una riflessione, un porsi una domanda. Io credo che il Santo Padre, per chi ha fede, richiami immediatamente la figura di Cristo; ma anche per chi non la ha rappresenta qualcosa. Invita a pensare, a raccogliersi. È un lumeggiare agli occhi di tutti di una realtà più grande: la dimensione spirituale».

22 marzo 2018