Reina a San Nicola: «Ci sentiamo feriti, ma ora è il momento di mettere tutto in ordine e ripartire»

Il vicario ha presieduto la Messa di riparazione a seguito dell’atto sacrilego di cui la chiesa è stata oggetto, il 25 novembre. Il vescovo Tarantelli: «Un abominio». L’invito del cardinale a essere «famiglia che cresce e riparte dentro la propria dimora»

«Quello che è accaduto è una ferita per tutti, ma siamo qui per chiedere al Signore la capacità di stringerci intorno alla Chiesa e a questa comunità parrocchiale con la forza della fede». Così il cardinale vicario Baldo Reina si è rivolto questa sera, 1° dicembre, alla comunità parrocchiale di San Nicola di Bari a Ostia, durante la Messa di riparazione a seguito del gravissimo atto sacrilego del quale la chiesa è stata oggetto nel pomeriggio del 25 novembre. Un «abominio», così lo aveva definito immediatamente il vescovo ausiliare del settore Sud, il vicegerente Renato Tarantelli Baccari, che ha interessato più punti all’interno dell’edificio sacro, compreso l’altare, dove sono stati rinvenuti escrementi umani introdotti da ignoti.

«Ci sentiamo un po’ come quando nelle nostre case entrano i ladri – ha osservato Reina -. Ci sentiamo feriti, ma ora è il momento di mettere tutto in ordine e ripartire, proprio come si fa in famiglia. In questo luogo sacro intere generazioni si sono riunite per pregare, per momenti di giubilo e di lutto, dunque è la nostra casa e dobbiamo essere una famiglia che cresce e riparte dentro la propria dimora». E proprio la casa è stata al centro dell’omelia del cardinale: «Il luogo dove Dio sta con noi. Per questo attribuiamo a un luogo sacro un’importanza tale da dover “riparare” un danno, soprattutto quando è spirituale, ma allo stesso tempo il Signore ci invita a perdonare i responsabili perché solo così possiamo essere davvero una famiglia che esce più forte da questo momento di tribolazione. Questa casa – ha chiosato il vicario – è costruita sulla roccia della fede ed è grazie a questa roccia che dobbiamo rimanere uniti».

A concelebrare il rito penitenziale anche il parroco, don Cosmo Scardigno, che da quel giorno e fino a ieri ha tenuto le celebrazioni nella vicina chiesa di San Nicola al Villaggio dei Pescatori. Dopo la profanazione, infatti, la chiesa è rimasta sconsacrata, con l’altare spoglio fino al momento della liturgia della Parola, al termine della quale i diaconi lo hanno nuovamente preparato per la liturgia eucaristica. Durante il rito il cardinale – come previsto dal Cerimoniale Episcoporum – ha benedetto l’acqua e con essa purificato l’altare e le pareti dell’edificio profanato, alla presenza di moltissimi fedeli, a dimostrazione dell’impatto che il gesto blasfemo ha avuto nella comunità di San Nicola di Bari: molti infatti i membri delle varie realtà parrocchiali tra cui la Caritas, il coro, il centro di aiuto alla Vita, l’oratorio, i vari catechisti e gli scout d’Europa del gruppo Roma 12.

Un gesto, quello della profanazione, che comunque non scoraggerà né farà cambiare abitudini e missione alla parrocchia guidata da don Scardigno, che proseguirà con la sua costante accoglienza e apertura verso tutti. Un’apertura non solo spirituale, ma anche propriamente fisica. La chiesa, infatti, per la sua posizione di fronte all’Ospedale “G.B. Grassi”, rimane volutamente aperta per tutto il giorno, proprio per consentire a chiunque di entrare e fermarsi in preghiera. «Ciò che è avvenuto ci ha toccato molto – ha affermato il parroco – ma in un’ottica di fede pensiamo che il Signore ci ha messo alla prova con un concime che per noi poteva essere ripugnante, ma in realtà è la salvezza che arriva dal ripartire, dall’amare il prossimo, dal rimanere uniti».

1° dicembre 2025