Reina: «Sentiamo forte la minaccia di una guerra pericolosa»

Il vicario del Papa ha presieduto la Messa per l’ordinazione presbiterale di 3 diaconi della Fraternità San Carlo, ordinando anche un nuovo diacono. Tommaso, Andrea, Simone e Giovanni: «Il Signore ha pensato a loro 4 per questa umanità affamata di pace»

Un miracolo straordinario. Un ponte tra la grandezza di Cristo e i bisogni delle persone, a cui bisogna donare tutta la propria vita. Una continua ripartenza. Un libro che il Signore ha iniziato a scrivere. Sono tante le metafore con le quali il cardinale vicario Baldo Reina ha descritto la vocazione e il ministero sacerdotale di Tommaso Benzoni, Andrea La Piana e Simone Moretti, della Fraternità San Carlo. Oggi pomeriggio, 21 giugno, il porporato li ha ordinati presbiteri nella basilica di San Paolo fuori le mura, insieme a Giovanni Ferrari, che ha ricevuto il diaconato. Una missione, la loro, che travalica la città di Roma. E guarda al mondo.

«Sentiamo davvero molto forte la minaccia di una guerra pericolosa – ha detto Reina nell’omelia -. Le ore che stiamo per vivere sono davvero drammatiche. La nostra è un’umanità affamata di pace, giustizia, verità e bellezza, come ci avrebbe detto don Giussani. Ci uniamo alla preghiera del Papa perché ritorni la pace sulla Terra. Proprio per questa umanità, il Signore ha pensato a loro quattro», ha detto il cardinale riferendosi agli ordinandi.

Tommaso Benzoni è nato nel 1995 a Varese in una famiglia appartenente al movimento di Cl. La fede gli è stata trasmessa quasi per osmosi. «Se Gesù mi vuole bene, perché non dargli la vita?». Questa la domanda che gli passò per la mente quando aveva solo dieci anni. Durante la formazione ha passato due anni a Bogotá, in Colombia. Dopo l’ordinazione farà ritorno alla missione di Nairobi, in Kenya, dove ha già trascorso l’anno di diaconato.

Poi c’è Andrea La Piana, che dice di «riconoscere la manifestazione di una grande preferenza e dell’immenso amore che Dio ha per me». Il sacerdozio non era nei suoi piani. Voleva entrare nel corpo dei Carabinieri. Tutto è cambiato il 4 luglio del 2017. «Mi resi conto di come la mia felicità non dipendesse dalla riuscita dei miei progetti, ma piuttosto di come si trattasse di un dono che si può solo ricevere». Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza, è entrato in seminario nel 2018. Durante la formazione, ha vissuto un anno di missione a Bogotá, in Colombia. Prossimamente si trasferirà a Torino nella comunità della Fraternità San Carlo stabilita nella parrocchia di Santa Giulia.

Simone Moretti è invece nato a Perugia nel 1988. Ha frequentato gli studi superiori nella propria città ed è in quegli anni che è sorta in lui l’intuizione della vocazione al sacerdozio, anche grazie all’amicizia di un sacerdote, don Giovanni Mosciatti, attuale vescovo di Imola. Si è laureato in fisica a Perugia e ha poi ottenuto il dottorato all’Università di Salamanca, in Spagna. Dopo aver concluso gli studi, è entrato in seminario. Ha trascorso un anno di formazione in Paraguay, mentre l’anno di diaconato lo ha visto impegnato anche all’interno dell’Istituto penitenziale per minori di Casal del Marmo a Roma. Attività che porterà avanti anche nel futuro.

Guardando a loro e commentando il passo del Vangelo di Luca sulla moltiplicazione dei pani e dei pesci, il cardinale ha spiegato che è un episodio che dice molto del ministero sacerdotale. Secondo Reina, nel breve dialogo tra i discepoli e il Maestro, si possono notare tre modi diversi di intendere la missione del presbitero. Il primo è proprio di chi «ritiene di non poter fare nulla per la gente e prende le distanze». Il secondo, invece, è quello di chi «pensa di poter soddisfare i bisogni degli altri solo con le cose materiali». Il terzo, infine, riguarda la «proposta di Gesù, che dice ai discepoli: Date a loro la vostra stessa vita».

È questa la strada che ha indicato il cardinale vicario ai quattro ordinandi. «Abbiamo sotto gli occhi tante necessità. E la tentazione è sempre quella di dover fare qualcosa». Ma Gesù, secondo il porporato, è come se mettesse un freno a questa preoccupazione. «Il Signore – ha spiegato – ci dice in maniera esplicita: “Non devi fare qualcosa, devi essere tu stesso dono per la gente che ti viene affidata”».

In che modo? Una domanda che Reina ha posto anche a sé stesso, pensando «ai miei limiti e ai nostri limiti, perché non siamo perfetti – ha detto -. Magari abbiamo dei momenti di slancio, e poi ci ritiriamo per paura». Ma in aiuto arriva proprio la celebrazione e il Mistero del Corpus Domini, «che svela il segreto per essere dono per tutti». Secondo il porporato, «possiamo esserlo nella misura in cui attingiamo al dono per eccellenza che è l’Eucaristia». Non è, dunque, un fatto legato alla buona volontà. «I migliori propositi e i più grandi ideali da soli non bastano – ha spiegato il vicario -.  Da soli non riescono a sostenere la forza e la bellezza del ministero diaconale e sacerdotale. È Gesù Eucaristia, vivo, presente e reale, che dà forza e speranza». Il presbitero è colui che «da una parte attinge alla grandezza di Cristo e dall’altra dona sé stesso».

In questa prospettiva, ha continuato il cardinale, non «siamo qui oggi per elogiare o per attribuire le virtù a dei supereroi, ma per ringraziare il Signore perché ha fatto sentire a questi quattro giovani amici la sua vocazione». Anche in questo senso, ha ricordato san Luigi Gonzaga, «che ha donato la sua vita per gli ultimi e non si è risparmiato». Questo, ha sottolineato Reina, è ciò deve fare il sacerdote: «Caricarsi sulle spalle l’umanità ferita e ammalata, nel desiderio di portare Cristo a tutti». Infine, ha concluso: «Non mancheranno i momenti di difficoltà – ha detto rivolgendosi agli ordinandi -, ma l’importante è tenere sempre a mente che il Signore ci ha scelti per essere felici e per dare felicità agli altri».

Tra gli altri, hanno concelebrato il vescovo emerito di Reggio Emilia – Guastalla Massimo Camisasca, fondatore della Fraternità, il vescovo di Imola Giovanni Mosciatti e don Paolo Sottopietra, superiore generale della Fraternità.

21 giugno 2025