Repubblica democratica del Congo: i ribelli occupano Goma

17 i morti. Oltre 350 i feriti. In fuga migliaia di civili. Evasione di massa dal carcere. Il movimento filo ruandese avrebbe preso il controllo di ampie aree dell’est, area ricca di giacimenti minerari

Si riaccende la violenza nella Repubblica democratica del Congo. A Goma, in particolare, nell’est del Paese, al confine con il Ruanda, conquistata in queste ore dal movimento ribelle filo-ruandese M23. Una regione ricca di minerali preziosi, sui quali convergono anche diversi interessi stranieri. Il timore ora è che si inneschino conflitti etnici tra le etnie Tutsi – al potere in Ruanda – e Hutu, che nel 1994 ha già causato 800mila morti. Oltre alla tensione tra i due Stati. La Repubblica democratica del Congo infatti ha accusato il Ruanda di sostenere le milizie ribelli, con «atti di guerra».

Tanti i video che circolano in rete a documentare la presenza dei ribelli in città. Migliaia i civili in fuga, anche se in tanti festeggiano la «liberazione». Fonti locali, compresi diversi operatori umanitari presenti nel principale punto di attraversamento al confine tra Congo e Ruanda, riferiscono che sono state chiuse le frontiere: «Nessuno entra, nessuno esce, a parte alcuni membri del personale delle Nazioni Unite e le loro famiglie che sono stati evacuati questa mattina». Nel caos, c’è stata anche un’evasione di massa dalla prigione, incendiata e distrutta, che ospitava circa 3mila detenuti. Alcuni prigionieri sarebbero morti nella calca, ma ancora non è chiaro il numero delle vittime.

La situazione ora sarebbe tranquilla anche se le strade intorno a Goma sono bloccate e l’aeroporto non può più essere utilizzato per operazioni di evacuazione e aiuti umanitari. E la regione resta una polveriera. L’oggetto del contenzioso sono sono proprio le  straripanti risorse naturali presenti nel Paese: cobalto, uranio, oro, coltan e rame. Siti per lo più in mano a società cinesi. L’esercito governativo congolese infatti, riferiscono fonti della società civile, da diverso tempo sta combattendo i ribelli M23 con l’aiuto di droni e armi cinesi, mentre la vicina Uganda ha acquistato armi cinesi per svolgere operazioni militari all’interno dei confini della Repubblica democratica del Congo, per snidare un’altra formazione eversiva, di matrice jihadista: le Allied Democratic Forces (Adf).

Il conflitto tra Repubblica democratica del Congo e Ruanda era già divampato a fine 2021, quando il gruppo M23 aveva preso il controllo di ampie zone della provincia congolese del Nord Kivu, con il sostegno – secondo Kinshasa e l’Onu – del Ruanda, che a sua volta aveva accusato la Repubblica democratica del Congo di sostenere gli estremisti hutu che si oppongono a Kigali.

28 gennaio 2025