“Riflessioni d’alta quota”, una Laudato si’ per immagini

La presentazione del libro curato da monsignor Sapienza. Parolin: le montagne, parabola della vita. De Donatis: gratitudine e responsabilità

La montagna come sacrificio, fatica, conquista, scuola e metafora di vita, luogo di bellezza e opportunità per contemplare la natura e per un rinnovato impegno nella tutela del creato. È ricco di suggestioni il libro “Riflessioni d’alta quota” curato da monsignor Leonardo Sapienza, rogazionista, reggente della Prefettura della Casa Pontificia, presentato mercoledì 18 settembre alla Pontificia Università Lateranense.

Quasi «una trasposizione per immagini dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco», secondo il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, che è intervenuto alla presentazione e ha firmato anche la prefazione del volume. Una ricca panoramica di immagini delle Dolomiti, patrimonio Unesco – frutto del lavoro dei fotografi Loris De Barba e Giacomo De Donà -, accompagnata da brani della Laudato si’, da pensieri e citazioni di pontefici e di altri autori scelti da padre Sapienza. Con un autografo di Papa Francesco: «Le montagne continuino a portare il loro messaggio di bellezza e di serenità agli uomini, che ne hanno tanto bisogno in un mondo così pieno di indifferenza e di aridità».

Riflessioni d'alta quota, libro di monsignor Leonardo Sapienza«La montagna è il luogo della presenza, della rivelazione e dell’incontro con Dio – ha detto il cardinale vicario Angelo De Donatis, gran cancelliere della Lateranense, nel suo saluto iniziale -. La Sacra Scrittura riporta tanti eventi della storia della salvezza che hanno avuto luogo sui monti santi, sia nel Primo che nel Nuovo Testamento». Grazie a queste immagini e a questi pensieri «si è esortati a meditare con gratitudine per il dono della nostra casa comune e sulle nostre responsabilità rispetto a essa». La montagna «ci chiede di cogliere la dimensione della bellezza e del servizio», ha affermato il rettore della Lateranense Vincenzo Buonomo, parlando di una «immagine come narrazione» a proposito delle stupende fotografie che costellano il volume edito da Grafica Veneta (il ricavato è destinato all’Ospedale Bambino Gesù).

Il cardinale Parolin ha evidenziato come la montagna «può rappresentare la parabola della vita, aperta e protesa verso l’infinito. È un ambiente che invita alla meditazione, alla contemplazione, alla riflessione sulla vita e sui suoi valori, invita alla ricerca dell’essenziale, cioè di Dio stesso». E «solo attraverso i tornanti dei sacrifici si arriva passo dopo passo a toccare con mano quell’infinito per il quale siamo stati creati». Quei tornanti che stancano, ha sottolineato Sapienza, ma grazie ai quali «si possono scoprire tante bellezze». Consapevoli che, come ha ricordato lo stesso curatore citando un suo educatore che si rivolgeva a lui da giovane, «la vera conquista è l’uomo, non la vetta. È la montagna che conquista te».

19 settembre 2019