Riforma terzo settore, Bobba: «No a proroghe, rispettare i tempi»

Presentati i contenuti dei tre decreti approvati dal Consiglio dei ministri del 12 maggio. Novità su codice terzo settore, impresa sociale e 5 per mille

Presentati i contenuti dei tre decreti approvati dal Consiglio dei ministri del 12 maggio. Novità su codice del terzo settore, impresa sociale e 5 per mille

«Superato il “tappone dolomitico”. Ora la strada, se non in discesa, è almeno in pianura», ma non c’è tempo per nessuna proroga: «Il termine del 3 luglio prossimo deve essere rispettato». Le prime parole del sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba, a margine della conferenza stampa di presentazione dei decreti della riforma del terzo settore, giovedì 25 maggio, hanno il sapore di un’impresa che guarda ormai al traguardo. A un anno esatto dall’approvazione della delega, in conferenza Bobba ha voluto chiarire, punto per punto, i contenuti dei tre testi approvati in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 12 maggio scorso e inviati alle Commissioni parlamentari competenti e in Conferenza unificata per le ultime fasi di un iter che dovrà concludersi entro e non oltre il 3 luglio di quest’anno. “«anti scommettevano che riordinare in modo ragionevole ed efficace la copiosa normativa che si era accumulata in questi anni fosse un’impresa impossibile – ha detto -, noi abbiamo dimostrato che è possibile. Abbiamo introdotto delle innovazioni importanti che hanno un carattere promozionale. Adesso toccherà al terzo settore fare uno scatto e cogliere questa opportunità per far sì che quegli obiettivi di coesione sociale, di partecipazione e di inclusione che sono l’anima del terzo settore diventino sempre più efficaci, radicati e diffusi su tutto il Paese».

Una riforma, ha ricordato il sottosegretario snocciolando una serie di numeri, che riguarda una fetta importante del paese. Tra questi «i 6,6 milioni di volontariati – ha spiegato Bobba -, di cui il 75 per cento organizzati e non un volontariato meramente individuale anche se questa dimensione è rilevante»; un associazionismo che per il 67 per cento è costituito da associazioni non riconosciute, contro il 20 per cento di quelle riconosciute; il mondo delle oltre 12 mila cooperative sociali e delle circa 1.300 imprese sociali e infine le oltre 6 mila fondazioni. Ed è proprio a questo mondo che si rivolgono i tre decreti. «Quello più importante è sicuramente il codice del terzo settore – ha aggiunto Bobba -, poi l’impresa sociale ed infine il 5 per mille. Perché è importante il codice del terzo settore? Realizza una delega chiave: avere una disciplina organica ed unitaria di questo mondo variegato sia sul piano civilistico che sul piano fiscale». Tante le novità introdotte. Con il decreto sul codice del terzo settore, ad esempio, nasceranno le reti associative, verrà istituito il nuovo registro unico nazionale, il Consiglio nazionale del terzo settore e verranno riformati i Centri di servizio per il volontariato. Arrivano anche il Social bonus e i titoli di solidarietà, l’aumento delle detrazioni e deduzioni e nuove regole su bilanci e trasparenza. Il decreto sull’impresa sociale, invece, amplia i campi di attività di questo settore, introduce la possibilità di ripartire gli utili, in forma limitata, e introduce un fondo di garanzia e credito agevolato per l’economia sociale. Sul cinque per mille, infine, ci sarà un’accelerazione delle erogazioni, una maggiore trasparenza e l’introduzione di soglie dell’importo erogabile.

La riforma del terzo settore, inoltre, avrà una dotazione finanziaria pari a 190 milioni di euro, ha spiegato ancora Bobba. «Circa 105 milioni di euro andranno a copertura delle misure fiscali e tributarie che entreranno gradualmente in vigore – ha aggiunto -, e le altre risorse saranno indirizzate per alimentare il fondo per il finanziamento dei progetti degli enti di terzo settore (40 milioni), per i centri di servizio per il volontariato (10 milioni), per l’istituzione e il funzionamento del registro unico nazionale del terzo settore e infine per il fondo per il servizio civile universale». Ai tre decreti presentati dal sottosegretario, però, bisogna aggiungerne altri due già approvati, ha spiegato Bobba, che riguardano il Servizio civile universale, in vigore già dall’inizio di marzo di quest’anno, e quello che riguarda la Fondazione Italia sociale, di cui «il Consiglio dei ministri proprio venerdì ha approvato in via definitiva lo statuto – ha specificato Bobba -. Adesso il provvedimento deve essere emanato attraverso la presidenza della Repubblica. Le Commissioni competenti l’hanno già esaminato. Sarà un ulteriore strumento di organizzazione della filantropia, cioè della capacità di catalizzare risorse per destinarle a progetti ad alto impatto sociale e occupazionale rivolti in particolare ai soggetti più deboli, ai territori più svantaggiati, attraverso e insieme con gli enti di terzo settore. Sarà uno strumento per sviluppare in forma più strutturata degli interventi importanti e per catalizzare soprattutto risorse private verso le opere che hanno a che fare con le attività di interesse generale».

Sulla strada della riforma, quindi, non dovrebbero esserci più ostacoli. «Entro il 3 di luglio il provvedimento deve essere completato e deve andare in gazzetta ufficiale – ha spiegato Bobba -. Rimane ancora uno spazio per far sì che le norme siano il più possibile coerenti tra di loro, con le finalità della legge delega e soprattutto propulsive di una stagione. Una svolta che non sia solitaria di chi ha seguito il processo, ma che fatta insieme da istituzioni, organizzazioni e cittadini nel loro insieme, che sono i primi protagonisti di questo mondo». Esclusa definitivamente, infine, l’ipotesi di una proroga, così come richiesto dal Forum del terzo settore subito dopo l’approvazione dei tre decreti nel Consiglio dei ministri del 12 maggio scorso. «Con il Forum abbiamo discusso – ha spiegato Bobba -. Una proroga avrebbe richiesto un intervento normativo e non c’erano i tempi per poterlo realizzare. C’è un’impossibilità materiale. Il termine del 3 luglio dovrà essere rispettato».

26 maggio 2017