Roma tra transizione energetica e solidarietà

Presentato in Campidoglio il primo regolamento di un Comune italiano sulle Comunità energetiche rinnovabili. 22 le realtà in progettazione nella Capitale; circa 30 nel Lazio. Il sindaco Gualtieri: «Vogliamo fare della città un laboratorio di innovazione»

Transizione energetica e solidarietà. La città eterna si propone come avanguardia della sfida ambientale. È stato presentato ieri pomeriggio, 10 febbraio, in Campidoglio, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, il “Regolamento per la messa a disposizione di aree e impianti solari fotovoltaici di Roma Capitale a favore di comunità energetiche rinnovabili solidali (Cers)”. Approvato lo scorso mese di dicembre, è il primo progetto di un Comune italiano. È stato portato a termine dopo un lavoro di un anno e mezzo, ha spiegato Edoardo Zanchini, direttore dell’Ufficio Clima capitolino, che ha moderato l’incontro.

Il regolamento consentirà sia di costituire Cers su impianti installati su edifici di Roma Capitale in corso di riqualificazione, attraverso le risorse del Pnrr e del Cis, sia di utilizzare i tetti di scuole ed edifici del Comune per realizzare impianti solari a servizio di comunità energetiche promossi da enti del Terzo settore. Sono già 22 le realtà in fase di progettazione in città, mentre si attestano tra 30 e 35 quelle nel Lazio, come spiegato da Riccardo Troisi, del Coordinamento Cers Roma. «Quello di Roma è un lavoro unico in Italia – ha detto Gualtieri -. Vogliamo fare della città un laboratorio di innovazione che tiene assieme sia la sfida ambientale sia quella sociale. Le comunità energetiche possono rappresentare uno strumento importante per rispondere a una delle sfide più delicate della transizione energetica: quella di essere davvero un’opportunità per tutte e per tutti. Con il regolamento sulle Cers, Roma crea le condizioni per avviare progettualità in tutti i quartieri», ha concluso il sindaco.

Sull’importanza della solidarietà è intervenuto anche Giammarco Palmieri, presidente della commissione Ambiente dell’assemblea capitolina, secondo cui «non può esistere una transizione energetica senza giustizia sociale». In questo senso ha invitato a «intervenire sull’ambiente, diminuendo le disuguaglianze». Al suo appello si è aggiunta Barbara Funari, assessore alle Politiche sociali e alla salute di Roma Capitale, che ha mostrato le strade che si apriranno grazie a questo progetto. «L’attivazione delle Cers permetterà ai nostri servizi sociali di moltiplicare il capitale sociale e le risorse del welfare, così come un minor consumo di risorse».

Sulla stessa scia, Francesca Danese, portavoce del Forum Terzo settore Lazio, che si è soffermata sulla possibilità di generare occupazione. «La sfida più grande – ha sottolineato – sarà creare nuovi posti di lavoro attraverso una formazione specifica che istruisca figure specializzate che possano governare le Cers». Troisi ha invece calcato la mano sull’esigenza di sostenere i municipi, che «devono diventare soggetti capaci di aiutarci, perché ci servono figure di riferimento con cui dialogare». Ha poi continuato evidenziando la necessità di trovare sempre più superfici e risorse: «A Roma c’è un tessuto sociale fortissimo che è pronto a raccogliere questa sfida. Ma le Cers hanno bisogno di un sostegno economico forte per crescere».

È quello portato dagli sponsor che finanzieranno i progetti. Tra questi, Banco dell’Energia, che ha sostenuto la prima comunità energetica già attiva a Roma. Sul tetto dell’istituto Leonarda Vaccari, un edifico del Comune capitolino, è stato installato un impianto fotovoltaico da 82 kW che produce energia elettrica per una struttura che si occupa di persone con disabilità fisica e mentale e di bambini affetti da autismo, consentendo importanti risparmi in bolletta per l’istituto. A questo si aggiungono gli incentivi sull’energia immessa in rete e condivisa con altre associazioni e realtà sociali del quartiere Prati. Tra gli altri sponsor, da segnalare anche Fondazione Charlemagne, BCC Roma, Banca Etica e Banca Intesa San Paolo.

Nel frattempo, sono diverse le Cers pronte a partire. A Casal de Pazzi, nella parrocchia di Don Bosco – dove contano di inaugurare il tutto entro l’estate -, nel quartiere Quarticciolo, a Corviale, all’Esquilino, a Centocelle, a Garbatella e a Monteverde. A livello nazionale, invece, ha sottolineato Luca Raffaele, direttore generale di Next – Nuova economia per tutti, sono 130 le Cers mappate, oltre 3.800 i cittadini coinvolti e 5mila le utenze collegate. Questi alcuni tra i dati emersi da una ricerca avviata insieme all’Università Tor Vergata con l’obiettivo di creare una piattaforma open source per individuare, connettere e valorizzare i diversi modelli di comunità energetiche rinnovabili presenti sul territorio. Per un mondo sempre più ecosolidale.

11 febbraio 2025