San Leonardo Murialdo accanto ai senzatetto

Una ventina di clochard domenica 8 febbraio alla Messa in cui la parrocchia ricorderà Modesta Valenti e altri emarginati morti sulle strade di Roma

Una ventina di clochard domenica 8 febbraio alla Messa in cui la parrocchia ricorderà Modesta Valenti e altri emarginati morti sulle strade di Roma

Domenica 8 febbraio circa 20 senza fissa dimora del quartiere San Paolo parteciperanno, con i 350 parrocchiani di San Leonardo Murialdo e i volontari della Comunità di Sant’Egidio, alla Messa per ricordare Modesta Valenti e tanti altri senzatetto morti sulle strade della città.

È una delle tante celebrazioni promosse per fare memoria di Modesta, anziana di 71 anni che viveva nei pressi della stazione Termini e che nel gennaio 1983 fu rifiutata dall’ambulanza perché sporca, dopo aver avuto un grave malore, e morì in attesa dei soccorsi.

«Noi – spiega il parroco, padre Alessandro Girodo, dei Giuseppini del Murialdo – vogliamo ricordare lei e tutti gli amici che dopo di lei sono morti in particolare in quest’ultimo anno, come Gregorio, che aveva 40 anni, e Karim, di 30 anni, entrambi deceduti al centro di Roma per cause legate al freddo. Ricorderemo ognuno dicendo il nome e accendendo una candela perché vogliamo ricordarli per sempre come fratelli, uno per uno. Questa memoria – prosegue – è una consolazione grande per tutti noi: è il segno che la solitudine, l’abbandono, la morte non sono l’ultima parola, perché la vita di ciascuno di noi è amata da Dio e non sarà mai dimenticata e l’amicizia con i poveri che viviamo è un tesoro di cui essere sempre grati e che ci aiuta a vivere».

«Non vogliamo dimenticare – aggiunge uno dei volontari impegnati accanto ai senza fissa dimora, Paolo Severi – queste persone, spesso anonime presenze dei nostri quartieri, recentemente additati come “offesa al decoro urbano”, talvolta disprezzati, che vivono in realtà condizioni difficilissime. Le istituzioni hanno rinunciato a creare soluzioni accettabili e dobbiamo rassegnarci che nella nostra Roma si muoia per il freddo?. Se qualche istituzione sul territorio c’è chiediamo che batta un colpo! Chiediamo una speranza e condizioni di vita umane per tutti, anche per i non abbienti!».

«La memoria e il pranzo che con gioia e buona volontà da parte di amici, famiglie e negozi del quartiere – spiegano dalla parrocchia – verrà offerto dopo la liturgia ai senza dimora nei locali dell’oratorio vogliono essere anche un segno di amicizia e di protezione nei confronti di tutti coloro che in questa città vivono una condizione difficile, senza casa e senza affetti».

6 febbraio 2015